Ha decisamente rotto gli argini, la chitarrista norvegese Hedvig Mollestad Thomassen, svincolandosi dalle linee direttive del jazz per una visione più ampia, dove far confluire prima l’hard-rock dei Black Sabbath (“Ding Dong. You’re Dead”), quindi trame progressive e blues (“Bees In The Bonnet”).
La Mollestad rappresenta senza dubbio una piacevole anomalia nella scena jazz contemporanea: non solo è amata dalla critica ed è stata recentemente premiata dal Norvegian Jazz Forum con un premio in denaro, ma anche il pubblico che la segue è sempre più numeroso e attento alle sue tante sperimentazioni e collaborazioni (come l’album del 2022 con la Trondheim Jazz Orchestra “Maternity Beat”).
“Bitches Blues” segna il ritorno in casa Rune Grammofon sotto il nome di Hedvig Mollestad Weejuns, ovvero il trio formato con il tastierista dei Supersilent, Ståle Storløkken, e il batterista Ole Mofjell dei Krokofant.
Con un titolo che omaggia Miles Davis, “Bitches Blues”, l’artista norvegese alza subito i toni attaccando una jam session furiosa a base di free-jazz, dissonanze, noise, feedback e inquietudini sonore messe a fuoco da batterie, rullanti e un organo ribelle (la title track).
Quel che segue è una decisa virata verso sonorità più morbide e meditative. Le composizioni si adagiano sul suono dell’organo e del rullante della batteria per una languida ballata caratterizzata da struggenti note di chitarra elettrica (“Kompet Blir”), o per una divagazione quasi eterea, dove il suono dell’organo sembra quasi sparire in lontananza, per lasciare un po’ di spazio a un delizioso e discreto tocco chitarristico (“For A Moment I Thought I Could Hear You”).
Si avverte un’interazione viscerale e profonda tra le sei composizioni, sembrano quasi fluire come in una lunga jam session: il trio passa dal controllo estremo degli strumenti di “Limite” al trambusto prog-rock di “Dynamax” con una naturalezza impressionante, prima di affidare alle sensuali trame chitarristiche di “Reflection Of Sorrow” un’altra vivida jam dal passo vellutato e jazz-blues che sposa Marc Ribot e Carlos Santana per una fluida e vigorosa ballata dai toni contemplativi.
21/05/2026