LNZNDRF

II

2021 (LNZNDRF) | kraut-rock, indie-rock, psych-rock

Coltivato nel gelido stallo della guerra fredda, il kraut-rock ha identificato una serie di manifestazioni radicali scaturite dalle frustrazioni patite dai giovani nati tra le ceneri della Seconda guerra mondiale. Il fil rouge che collegava i gruppi e gli artisti del movimento era l'amore per i suoni elettronici e l’ossessionante attenzione per le tecniche di registrazione. È con questi presupposti che i LNZNDRF hanno scritto e registrato il loro secondo album, intitolato semplicemente “II”.

Il supergruppo formato da Benjamin Lanz (Beirut e National), Aaron Arntz (Beirut e Grizzly Bear) e i fratelli Scott e Bryan Devendorf (la principale sezione ritmica dei National) ha sviluppato l’album attraverso una serie di jam session strumentali, in gran parte guidate da una sezione ritmica proto-new wave basata sulla famigerata cadenza motorik, il pionieristico 4/4 caro a Can e Neu!, sul quale immettere ulteriori tessiture di psichedelia, progressive-rock e addirittura ambient-jazz.
Eclettiche combinazioni di sintetizzatori e chitarre stompbox hanno completato quest’autentico fiume di creatività, in seguito manipolato e ridotto da Lanz in estratti più brevi e idonei all’aggiunta, dove previsto, di parti cantate.

Lo strumentale d’apertura “The Xeric Steppe” parte con suoni post-rock vividi e spaziosi, che ancorano le onde provenienti dai sintetizzatori, prima che basso e batteria accendano i motori e passino il testimone a lembi di effetti elettronici stipati tra psych e space-rock. L’allegro singolo “Brace Yourself” cambia diametralmente registro, offrendo un primo assaggio della voce di Benjamin Lanz, distesa su dinamiche che incanalano sia atmosfere lisergiche che sfaccettature poste tra l’oscurità dei Joy Division e la melodia dei New Order.
Discorso analogo vale per l’abbagliante “You Still Rip”, con intuizioni più immediate nei richiami kraut-wave graffiati dalla riverberata vocalità, ben consolidata sul perfetto e incalzante inciso centrale: per distacco il pezzo migliore dell’album.

I toni rilassanti della gradevole "Cascade", nella quale la voce di Lanz sembra allontanarsi dalla consistenza terrena, sono il preambolo alle prepotenti traiettorie di “Chicxulub”, caratterizzate da sferzanti riff di basso del maggiore dei fratelli Devendorf ed efficienti schiaffi di rullante a sostegno della serpeggiante linea elettrica.
L’intensa “Ringwoodite” è impreziosita da raffinati intarsi di elettronica vintage, ma è la traccia finale “Stowaway” che si ricongiunge alle dinamiche del brano d’apertura con una sezione iniziale che cresce attorno a una serie di tumultuosi synth, abili a formare un perfetto substrato per la voce spettrale di Lanz e incalzati dalla ritmica in crescendo condotta dai fratelli Devendorf.

Il percorso tracciato da Can, Kraftwerk e NEU!, nei Settanta, aveva un chiaro obiettivo di fuga dalle banalità esistenziali tipiche di quel periodo, trasportando l’ascoltatore, anche solo per pochi minuti, in un altro tempo e luogo. È questo lo spirito che scorre nel nuovo album del progetto LNZNDRF, perfetto per i tempi attuali come lo era la musica cosmica per la sua epoca.

(03/02/2021)

  • Tracklist
  1. The Xeric Steppe
  2. Brace Yourself
  3. You Still Rip
  4. Cascade
  5. Chicxulub
  6. Ringwoodite
  7. Gaskiers
  8. Stowaway




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