Public Service Broadcasting

Bright Magic

2021 ([PIAS]) | indietronica, history-rock

Il quadro storico cesellato dai londinesi Public Service Broadcasting è sempre stato sostanzialmente scolpito su collage di suoni e campionamenti estratti dalle più disparate fonti, all’interno delle quali, tra filmati del British Film Institute, eroiche riprese della Nasa e analisi riguardanti l’ascesa e la caduta dell’industria britannica del carbone, era costruito un originale mosaico sonoro di forte impatto, così ben amalgamato da arrivare ad attribuire al genere musicale proposto dalla band capitanata da J. Willgoose, Esq l’inedita etichetta di history-rock.
Con “Bright Magic” (titolo afferrato da una serie di racconti scritti da Alfred Döblin) la band inglese cerca di deviare da questo percorso di sicurezza, evitando in gran parte l’utilizzo di sample in favore di composizioni pressoché originali e imbastendo quella che appare una vera e propria lettera d’amore dedicata a Berlino, magnetica e inafferrabile metropoli spesso oggetto d’affettuose dichiarazioni artistiche.

Per addentrarsi nel migliore dei modi all’interno del progetto, J. Willgoose, Esq ha vissuto nell’attuale capitale tedesca per nove mesi prima del blocco causato dalla pandemia, scrivendo e registrando presso i monumentali studi Hansa le risultanze di meticolose ricerche e sperimentazioni effettuate in loco. Il risultato finale ha inevitabilmente assorbito alcune espressioni di artisti che in quello storico tempio hanno realizzato alcune delle loro opere più seminali: dalla trilogia berlinese dei Depeche Mode, agli U2 e Iggy Pop, per arrivare ovviamente e soprattutto al trittico teutonico di David Bowie e alle produzioni che localizzano in Brian Eno il proprio re Mida, anche se nel brano d’apertura “Der Sumpf” (la palude) sono le porzioni più oscure che i Pink Floyd plasmarono per “The Dark Side Of The Moon” a riecheggiare con maggiore insistenza.
Sebbene in alcune tracce siano ancora presenti concetti artistici che rinviano alla manipolazione di campionamenti – vedi i richiami al memorabile “Wochenende” del regista Walter Ruttmann - la proposta dei PSB appare ora un’entità più reale e tastabile rispetto alle rarefatte esperienze dei precedenti album.

Gli aspetti della cultura berlinese sono celebrati alla perfezione in “Im Licht”, un efficace tributo alla pionieristica ingegneria elettrotecnica che proprio in quel luogo diede i natali a marchi come Aeg e Siemens e in “Der Rhythmus Der Machinen”, un'ode kraftwerkiana intonata tra vigorosi incisi chitarristici e il featuring della leggenda del rock germanico Blixa Bargeld (Teho Teardo, Nick Cave ed Einstürzende Neubauten), dedicata alla fiorente espansione industriale vissuta nei secoli scorsi.
“People, Let's Dance” è l’omaggio allo status di predominanza che la cittadina tedesca ha raggiunto nel mondo del clubbing, congegnato su un campionamento del riff di “People Are People” dei Depeche Mode e sul vocoder della cantante norvegese EERA, apparsa anche nell'elegiaca “Gib Mir Das Licht”, sequenza accompagnata da un impassibile uso dei fiati.
L'attrice Nina Hoss regala una sentita narrazione in “Ich Und Die Stadt”, mentre Andreya Casablanca della band garage Gurr partecipa al trascinante elettro-pop di “Blue Heaven”, una melodia orecchiabile che contrasta con l'elettronica spigolosa di “The Visitor” e con la lunga e variopinta suite “Lichtspiel”, suddivisa in tre succose parti, l’ultima delle quali (“Symphonie Diagonale”) assediata da sfumate sonorità à-la Vangelis.

"Bright Magic" fiorisce nella sua forma più quieta ed esplode nella sua configurazione più fervente, dipingendo in musica quello stato di ansiosa tensione che si palesa durante il ritorno da uno dei più attraenti club di Berlino, quando l'alba e il tramonto si confondono nell'irrilevanza.

(26/09/2021)

  • Tracklist
  1. Der Sumpf (Sinfonie Der Großstadt)
  2. Im Licht
  3. Der Rhythmus Der Maschinen feat. Blixa Bargeld
  4. People, Let's Dance feat. EERA
  5. Blue Heaven feat. Andreya Casablanca
  6. Gib Mir Das Licht feat. EERA
  7. The Visitor
  8. Lichtspiel I: Opus
  9. Lichtspiel II: Schwarz Weiss Grau
  10. Lichtspiel III: Symphonie Diagonale
  11. Ich Und Die Stadt feat. Nina Hoss




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