Rob Zombie

The Lunar Injection Kool Aid Eclipse Conspiracy

2021 (Nuclear Blast) | industrial-metal

C’è qualcosa in Rob Zombie che è impossibile non ammirare e persino non invidiare. Non è facile incontrare un artista capace di raggiungere traguardi così soddisfacenti in due arti differenti. Un’infanzia vissuta in giro per gli Stati Uniti con i genitori circensi per poi iniziare la sua carriera con i White Zombie, con cui realizza una serie di album industrial metal di ottimo livello, in particolare “La Sexorcisto” (1992). Nel 1998 lascia la band per dare vita alla sua attività solista, che si denota per tanta inventiva e uno spirito freak che saltuariamente lo avvicina alla bizzarrie di Frank Zappa, pur con le debite proporzioni. Se fosse finita qui, Rob Zombie sarebbe stato ricordato come un buon musicista, bizzarro e originale, autore di una carriera più che dignitosa, ma di certo non imprescindibile.

La svolta avviene nel 2003, quando decide di dedicarsi alla sua seconda passione, il cinema di genere, soprattutto horror. Probabilmente scopre la sua vera indole diventando un regista di culto estremo fin dall'esordio con l'iconico “La casa dei 1000 corpi”. Ricordo ancora in sala gli sguardi sconvolti degli spettatori al termine del film. Zombie trova nella settima arte uno stile particolare che coniuga la passione della musica e del video musicale (i continui tagli e cuci truculenti) con un cinema violentissimo, che trasfigura la violenza del metal. Incredibilmente, nonostante l’estremismo delle sue visioni, riesce addirittura a sfondare nel mainstream continuando l'interminabile serie di Carpenter con “Halloween” (2007) e “Halloween II” (2009).

In effetti, il suo successo nel cinema lo ha probabilmente portato a considerare l'attività musicale come un diversivo. Lo conferma anche il recente “The Lunar Injection Kool Aid Eclipse Conspiracy”, Lp interessante che non riesce mai a diventare memorabile. E’ degno di attenzione lo spirito freak presente nei diciassette brani per un totale di soli quarantuno minuti, praticamente un collage di sketch diversi tipico di un musicista che vuole, seppur alla lontana, omaggiare lo spirito di Frank Zappa.
Industrial metal che si coniuga con blues, riff granitici, country e tentazioni da discoteca, come se Marilyn Manson e i Rammstein trovassero un punto d’incontro.

I momenti migliori si scorgono quando Zombie riesce a trovare il punto d'incontro più equilibrato tra cinema e musica, come nei due minuti selvaggi di “The Satanic Rites Of Blacula”, musica per discoteche popolate da vampiri, o nel metal per lupi mannari sballati di “The Eternal Struggles Of The Howling Man”. Molto particolare l'equilibrio tra industrial e country di “18th Century Cannibals, Excitable Morlocks And A One Way Ticket On The Ghost Train”, brano dal titolo interminabile quanto bizzarro e anomalo nella struttura.
L'ironia non manca in “Shake Your Ass-Smoke Your Grass” e nel brano da colonna sonora western “Boom-Boom-Boom”, come nello strano esempio di intro con sitar indiano che si trasforma in un industrial da discoteca ("Get Loose"). L’acustica “The Much Talked Of Metamorphosis” paradossalmente sembra il momento di maggiore poetica, forse il brano meritevole di più ascolti.

Per il resto, si rimane sempre nel campo del puro intrattenimento, come potrebbe essere la visione di un horror da blockbuster. Può piacere, ma si passa al prossimo senza troppi rimpianti.

(22/03/2021)

  • Tracklist
  1. Expanding The Head Of Zed
  2. The Triumph Of King Freak (A Crypt Of Preservation And Superstition)
  3. The Ballad Of Sleazy Rider
  4. Hovering Over The Dull Earth
  5. Shadow Of The Cemetery Man
  6. A Brief Static Hum And Then The Radio Blared
  7. 18th Century Cannibals, Excitable Morlocks And A One Way Ticket On The Ghost Train
  8. The Eternal Struggles Of The Howling Man
  9. The Much Talked Of Metamorphosis
  10. The Satanic Rites Of Blacula
  11. Shower Of Stones
  12. Shake Your Ass-Smoke Your Grass
  13. Boom-Boom-Boom
  14. What You Gonna Do With That Gun Mama?
  15. Get Loose
  16. The Serenity Of Witches
  17. Crow Killer Blues




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