serpentwithfeet

DEACON

2021 (Secretly Canadian) | electro-songwriter

Strana bestia, l'amore; non puoi mai sapere quali istinti verranno smossi nel momento in cui l'oggetto d'interesse attraversa la sfera personale - può scoppiare la passione, un'accecante gelosia dettata da paure e insicurezze, o anche una matura serenità legata più al terreno che non agli sbalzi dell'umore umano. Certo fa specie ritrovare Josiah Wise perso in un mare di dolce intimità, romantico trasporto e dedizione coniugale. Sì, proprio lui, lo stesso musicista dall'altisonante nome d'arte serpentwithfeet, quello che su "blisters" e "soil" recitava la parte dello stregone dedito a biechi riti pagani a suon di gospel elettronico e drammatici barocchismi.
Alla fine per Josiah è bastato passare di fronte a una discoteca e scorgere in fila sul marciapiede tale "Malik", l'uomo che con un solo sorriso gli ha accalappiato il cuore come una morsa e nel giro di una serata gli ha stravolto l'intero universo emotivo. La pandemia 2020 di Josiah è quindi stata un placido esercizio d'intimità coniugale, ed è questa la chiave di lettura dell'intero "DEACON": un'espressione di amore queer solare, positiva, sobria e monogama - il che è spiazzante per non dire radicale, considerati i soliti temi che girano nell'ambiente.
Maybe it's the blessing of my 30's
I'm spending less time worrying 
And more time recounting the love...
...recita il cullante andamento ritmico di "Fellowship", singolo di lancio che si snoda su un placido canto africano. Ancor più esplicativa "Same Size Shoe", filastrocca circolare come un brano di Sinead O'Connor tra "Universal Mother" e "Gospel Oak", sulla quale Josiah & compagno si coccolano a vicenda e poi si divertono a imitare il suono degli ottoni - il videoclip pare uscito da TikTok e cozza con la seriosa estetica da songwriter sotto contratto con la prestigiosa Secretly Canadian, eppure è altrettanto disarmante poter osservare una coppia alle prese con tali quotidiane effusioni d'amore.
 
L'emotiva "Old & Fine" è come una promessa di fronte all'altare di una chiesa, mentre "Hyacinth" apre il disco con un giro di chitarra acustica che ricorda l'Alanis Morissette di "Unsent", e come tale lascia aleggiare da subito un vago senso di nostalgia sull'intero lavoro. La firma sonora di Josiah - ruggenti basi elettroniche e salmodiante voce di estrazione gospel sotto continua licenza poetica - è ancora rintracciabile, ma il cambio di rotta attuato da "DEACON" ne trasfigura quasi totalmente l'atmosfera finale. Ecco l'inedito passo di dancehall sintetica di "Sailor's Superstition" screziata dai lievissimi filtri di un vocoder, il ritratto di "Amir" e la stranamente mondana e indecifrabile "Woody Boy".
Su "Heart Storm" compare la pastosa voce di Nao (che fu già ospite sul palco di serpentwithfeet durante il suo ultimo concerto londinese), e il pezzo striscia misterioso tra lucenti squame di tastiera, sensazioni notturne e un'elettronica dilatata come l'ultima Bjork.
 
Certo rimane a "DEACON" un vago senso di situazionismo da pandemia, diverse canzoni sembrano nate come conversazioni private senza pensare davvero all'ascoltatore o a una possibile trasposizione sul palco. L'esigua durata del lavoro e la presenza di momenti discorsivi talmente specifici dal risultare insondabili - i pochi scarni secondi di "Dawn", l'altro bizzarro intermezzo "Derrick's Beard" - creano un ascolto frammentario e dall'estetica poco adatta ai circoli del cantautorato impegnato.
Dopo un debutto particolarmente drammatico e massimalista come "soil", in molti si sarebbero spinti ancor più a sinistra, ma non Josiah, che vira decisamente verso la dimensione casalinga comodamente seduto sul divano accanto al proprio uomo - francamente fa quasi strano continuare a chiamarlo serpentwithfeet.

Difficile fare previsioni sul futuro, ma all'amore non si può certo dire di no e osservare un autore rimasto a nudo di fronte a tanta amorevole dolcezza può essere commovente. Tra la fragorosa bellezza di "No Shape" di Perfume Genius, altra positiva celebrazione di amore queer, e "The Big Day" di Chance The Rapper, spernacchiatissimo blob di autoindulgenza coniugale, esiste tutta una gamma espressiva per raccontare una relazione stabile e matura, e nel 2021 la conversazione passa anche dai solchi di "DEACON".

(19/03/2021)

  • Tracklist
  1. Hyacinth
  2. Same Size Shoe
  3. Malik
  4. Amir
  5. Dawn
  6. Sailor's Superstition
  7. Heart Storm feat. Nao
  8. Wood Boy
  9. Derrick's Beard
  10. Old & Fine
  11. Fellowship




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