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0/1

2021 (Sounds Against Humanity) | ambient, drone, concrete

Nero - bianco, pieno - vuoto, tutto - nulla. Quanta tensione può scaturire dal confronto fra questi poli? Quante sfumature sono contenute al loro interno? Come può tradursi tutto ciò in suono? Sono questi gli interrogativi (pro)posti dalla Sounds Against Humanity di Edoardo Cammisa ai dieci musicisti coinvolti per dare origine a “0/1”. La pubblicazione risultante, nella sua elegante veste grafica concepita e curata da Camilla Pisani, si avvale del lavoro di supervisione di Angelo Guido (meanwhile.in.texas) e vede Marie Rose (Marie e le Rose, Moon Ra, MonoLogue) in cabina di regia.

Le risposte ricevute e raccolte dalla piccola ma preziosa label sono sfaccettate per forma e sostanza, specchio di linee di pensiero e attitudini musicali, che pur appartenendo a un medesimo ambito, risultano essere estremamente diverse e peculiari. La densità sonora ed emozionale del drone-ambient di Shedir, su cui continua ad aleggiare il benefico influsso di Lawrence English, cattura e trasforma l’energia  scaturente dal contrasto tra gli estremi. Sulla stessa falsariga, ma in forma differente e con esito minore, si sviluppano il flusso nervoso e irregolare ideato da Philip Sulidae e la satura frequenza costellata da micro-variazioni plasmata da Stefano Tashi.

Gli echi industriali delle modulazioni concrete di Monte Burrows rimandano invece a un processo di disgregazione proiettato verso lo zero, così come la ruvida corrente, fin troppo statica e affine al rumore bianco trasmessa da Seth Cluett. Maggiore quiete e luminosità, ma anche minore incisività, animano la danza sintetica composta da Emile Bojesen e le saturazioni ambientali di anthéne. Una rappresentazione più strutturata e complessa, che rimanda a un infinito e reiterato processo di costante trasformazione, è quella suggerita dalla sinfonia binaria cesellata da France Jobin, dall’itinerario elettroacustico oscuro e profondo concepito da Attilio Novellino e dalla drammaturgia essenziale e spettrale firmata da Luigi Turra. Sono certamente questi i tre momenti migliori della raccolta, apici di un itinerario di intensità variabile ma sempre godibile.

Nel suo complesso quella che si delinea è una sequenza interessante di interpretazioni possibili, mutevolezza sonora che trova eco visiva nelle 12 cartoline allegate all’edizione deluxe, da cui emerge tutta la vitalità di un territorio sensoriale ricco di spunti e suggestioni.

(04/03/2021)

  • Tracklist
  1. Shedir - Passages
  2. Philip Sulidae - Uklon_01
  3. Monte Burrows - Monumental Indifference
  4. France Jobin - [0,1)
  5. Emile Bojesen - Anthem for the Lonely
  6. Seth Cluett - Instantaneity/depthlessness
  7. Attilio Novellino - Augenblick
  8. Stefano Tashi - Equilibrium
  9. anthéne - Ought
  10. Luigi Turra - Poetry
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