Camilla Pisani

Camilla Pisani

Un'alchimia tra musica e terapia

La sound artist calabrese di base a Roma si è imposta come una delle promesse della musica elettronica di ricerca italiana con una serie di album nei quali ha approfondito lo studio della materia sonora come magma astratto da plasmare, approcciandosi al suono puro in tutte le sue potenzialità comunicative

di Valerio D'Onofrio

Musicista sperimentale e artista audiovisiva, di origini calabresi ma di stanza a Roma, Camilla Pisani si è imposta come una delle promesse della musica elettronica di ricerca italiana. Merito di una serie di album nei quali ha approfondito lo studio della materia sonora come magma astratto da plasmare, tenendosi sempre lontana da ogni legame con la melodia, ma approcciandosi al suono puro in tutte le sue potenzialità comunicative. Ogni suo brano vuole esprimere un'idea, una sensazione, come si evince anche dai titoli lunghi che rappresentano già da soli un manifesto d’intenti.

pisani_camilla_02La musica di Camilla Pisani non è quindi pura astrazione sonora, ma è uno strumento attraverso il quale l'autrice tenta di comunicare con l’ascoltatore e di esorcizzare le proprie paure, sia quelle macroscopiche, come le guerre, sia quelle più piccole, come l'incomunicabilità tra gli individui, le relazioni tossiche e in generale la difficoltà di trovare un proprio spazio di serenità nel mondo. La musica di Pisani è quindi innanzitutto una terapia, un viaggio interiore, sia per l'autrice, sia per chi è in grado di addentrarsi nella sua materia sonora.

Pisani comunica con l'ascoltatore ma lo fa in un modo criptico, senza favorire l’ascoltatore nel suo percorso conoscitivo, come potrebbe fare ad esempio la musica ambient del progetto Eluvium (che lo porta a un romanticismo mistico) o la scena dark-ambient (che porta l'ascoltatore negli abissi più profondi). Pisani lascia libero l'ascoltatore di seguire il proprio percorso senza necessariamente indicarlo, in questo mettendosi a sua disposizione più che imporsi, rendendo lecito un paragone con tanta parte dell’arte visiva contemporanea o del cinema d’avanguardia.

pisani_2_03Camilla si definisce giustamente un'alchimista del suono, nel senso di una musicista capace di plasmare la materia sonora creando un ambiente che possa essere abitato dall'ascoltatore, all’interno del quale possa comunicare le proprie sensazioni meglio di come potrebbe mai riuscire a fare con le parole. E’ evidente il legame con la scena ambient-drone internazionale, ma almeno nei primi album i riferimenti più prossimi sono le sonorità rarefatte di Tim Hecker, i lunghi droni di William Basinski e, almeno nei momenti più cosmici, la galassia della kosmische musik. Ma, come vedremo, una rapida evoluzione la porterà a ricercare nuove contaminazioni con la musica techno o dub-ambient senza tradire i paradigmi iniziali (l’assenza di melodia e la musica fondamentalmente vista come profonda esperienza sensoriale).

35_icon_photo_per_camilla_pisaniPisani esordisce nel 2017 con Verneshot, otto brani prossimi a una poetica oscura dark-ambient, ma mai del tutto assimilabile a questa scena, ad eccezione dell'ultimo brano di 17 minuti, “White Can't Be Erased”. Il proiettile di Jules Verne del titolo indica la pionieristica idea dello scrittore di riuscire a vincere la gravità della Terra per addentrarsi nello spazio, cosa avveniristica nel 1865 (anno della pubblicazione di 'Dalla Terra alla Luna'), oggi persino familiare. “I'm Drawing Monsters Not To Sleep Alone” introduce il disco con tredici minuti decisamente basinskiani, almeno nella prima parte. Un lungo drone si disperde sino a divenire sempre più simile a un algido vento elettronico che aumenta in imponenza passo dopo passo, senza mai giungere a maestosità irisarriane, anche se abbastanza prossimo a quel suono.
Nei brani più brevi l’impronta di Tim Hecker si avverte nel suono simil-organo di “Sleep Party People” o nei momenti quasi sacrali di “The Brainworm With Sad Blue Eyes I Chased”, due brani che potrebbero stare rispettivamente in “Ravedeath, 1972” e in “Harmony In Ultraviolet”.
Non mancano anche tracce con momenti percussivi dub, come ad esempio “The Kinetic Melody Of Babel Noises”. Questa varietà di tentativi mostra l’anima inquieta di Camilla Pisani, divisa tra il tentativo di aprirsi agli ascoltatori e la chiusura in sé stessa, ancora forse incerta sulla direzione da intraprendere, ma dotata di un talento evidente.

Prima di pubblicare il suo secondo Lp solista, collabora con Edoardo Cammisa, autore del progetto Banished Pills. Da questa simbiosi nasce Lithium Salt (2018), che - come fa intuire il titolo - vorrebbe essere un viaggio nella mente umana e nella follia. Stavolta siamo in territori più vicini alla musica elettroacustica, talvolta imponenti come “I Once Saw My Deathbed But My Therapist Doesn't Know”, che chiude con inquietanti fischi elettronici, talvolta dando l’idea di astratti manifesti politici (“Food Is Our Cancer”) che sfociano in una lunga pulsazione cosmica vicinissima al dark-ambient.
“Approximate Study Of A Human Mind”, con i suoi ventitré minuti è un lavoro più ambizioso, forse persino anticipatore del capolavoro “Everywhere At The End Of Time” del progetto Caretaker, studio sonoro sugli effetti della demenza sulla mente umana.
L’opera meritevole di Pisani e Cammisa pur non spingendosi negli estremi meandri dell'inconscio perduto di Caretaker, è un segnale di una nuova maturità e il punto di partenza per una nuova crescita artistica.

pisaniQuesta maturità si percepisce con Inner Spaces Like Anechoic Chambers (2019), distribuito in cassette con la cover che ricorda i libri di fantascienza della serie Urania (non è la prima volta che accade). Il disco nasce dall’idea di poter realizzare una camera anecoica (senza eco), cioè una stanza che assorba totalmente le onde sonore prodotte al suo interno senza rifletterle e che allo stesso tempo non permetta l’ingresso di alcun suono dall’esterno. Siamo quindi di fronte alla ricerca utopistica del suono puro (o del silenzio puro), non adulterato da alcun fenomeno fisico, costringendo quindi l’abitatore eventuale della stanza a concentrarsi prioritariamente verso sé stesso.
“We Only Attract Hurt People” introduce in vuoti spaziali con una percussione che ci trasporta in atmosfere dark-ambient che rapidamente si aprono a un nuovo ritmo techno. Lo sguardo di Pisani è interamente rivolto verso l’io profondo dell’ascoltatore. Non si tratta di un viaggio nello spazio, come lascerebbe immaginare la cover, ma verso sé stessi. Un nuovo battito particolarmente ossessivo apre “Insecurities Are Sliding Under My Dress”, dando proprio l’idea di un malessere interiore inestricabile. L’Io verso il quale Pisani si dirige mostra i suoi conflitti senza filtri.
Vengono preannunciati i lavori successivi con “If You Can’t Stay Alone, It's Because You're Empty” con elettronica dub vicina a Loscil, con “Where Were You When The Stars Went Out”, che si avventura in lungo finale di synth, mentre “Cerebral Squirting” sembra dare l’avvio a possibili soluzioni da club music intellettuale. Nel complesso è - sino ad ora - il lavoro più ambizioso e originale di Camilla Pisani, da lei addirittura definito come "sovversivo".

camilla_pisani_3Il 2020 è un anno prolifico per Pisani, che pubblica due Lp, il primo con l’etichetta tedesca Midira Records. Frozen Alchimia è dedicato a due delle sue passioni (architettura e musica). Questo nuovo lavoro sottolinea come il musicista dovrebbe interagire con la materia sonora e quindi il ruolo che dovrebbe avere. Per Pisani il ruolo del musicista è paragonabile a quello di un alchimista che plasma i suoni per cambiarli e crearne costantemente di nuovi. Frozen Alchimia propone quindi una nuova sfida intellettuale in cui spicca in particolare “Music Makes Victim”, imponente come un brano di Irisarri e cinematico come uno di Vangelis, nove minuti particolarmente avventurosi, che diventano un appuntamento fisso delle esibizioni live. I ritmi si fanno più incessanti negli esperimenti industrial techno di “The Father´s Grip”, persino ballabile in certi momenti, ma dalle atmosfere assolutamente glaciali.

Questa costante evoluzione preannuncia Nausea Is A Noble Feeling (2020) che cambia ancora una volta direzione artistica, ispirandosi addirittura al concetto di libertà espresso dal filosofo Heidegger, vista allo stesso tempo come condanna da portare per tutta l'esistenza e come dono che caratterizza più di ogni altra cosa l’essenza di ogni essere umano. Potrebbe essere il suo Lp più ricco di citazioni, nel potente muro di synth di “Your Back Is Sensitive And Full Of Sins” e in particolare nei sedici minuti di “I've Never Been Able To Wedge My Smiles And My Panic Attacks”, probabilmente il suo capolavoro, una lunga suite elettronica che sembra citare i lavori più riusciti di John Carpenter.
Il battito compulsivo sembra infatti prendere in prestito le atmosfere più cupe di “Escape From New York” per poi cambiare nel corso dei minuti con un lungo lavoro di percussioni. I vortici cosmici di “The Heartless Roar And The Welts Of Scorn” e i ritmi techno di “Kerosenic Narcissus” chiudono uno dei lavori di elettronica sperimentali più interessanti pubblicati in Italia negli ultimi anni.

foto_veneziaNel 2022 Camilla Pisani approfondisce un’altra sua grande passione, il cinema. Se la sua musica è fin dall'inizio inscindibile dalle immagini, e quindi dal cinema, Phant[as] lo fa in modo esplicito ispirandosi a Phantasmagoria, una forma di teatro francese del XVIII secolo, in cui immagini venivano proiettate su teli, essendo di fatto un progetto antenato del cinema moderno. L’illusione creata dalle immagini è quindi l’idea centrale dell’album, ma in questo caso le immagini del teatro diventano la metafora delle vere paure dell'autrice e della sua generazione, che possono andare dall’angoscia per l’incertezza del futuro alle sempre più frequenti relazioni tossiche, fino all'impotenza verso le tragedie quotidiane, come le guerre, l’incubo di un conflitto nucleare o le preoccupazioni per la quotidiana devastazione della natura.
Phant[as] è quindi il lavoro più crudo e diretto di Camilla Pisani, che dietro l’apparente illusione, comunica angosce reali tradotte nei suoni heckeriani di “Abrasive Euphoria”, nei paesaggi distopici di “Your Refusal Is My Comfort Zone” sino alla prima citazione diretta del maestro della musica ambient con “Escape From Brian Eno's Lunar Arms”. L’angoscia si fa palpabile in “Endorphins In Oststrand” come anche nei ritmi compulsivi e decisamente cinematici di “Fish Death”.

Tra techno, ambient cosmica e dub, la musica di Camilla Pisani continua a non essere mai uguale a sé stessa, proponendosi in sintesi come continua esperienza catartica, come medicina per le proprie sofferenze.

Camilla Pisani

Discografia

Verneshot (Ovunqve, 2017)

Lithium Salt (Sounds Against Humanity, 2018)

Inner Spaces Like Anechoic Chambers (MU Versatile Label, 2019)

Frozen Alchimia (Midira Records, 2020)

Nausea Is A Noble Feeling Ep (Camilla Pisani Self-released, 2020)

Phant[as] (Aesthetical, 2022)

Pietra miliare
Consigliato da OR

Streaming

Cerebral Squirting
(da Inner Spaces Like Anechoic Chambers, 2019)
 The Father's Grip
(da Frozen Alchimia, 2020)
Abrasive Euphoria
(live, da Phant[as], 2022)
Tales for Violent Days
(da Phant[as], 2022)

 

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