Everything Everything

Raw Data Feel

2022 (Infinity Industries LLP) | art-pop

È un altro disco di transizione questo sesto lavoro in studio degli Everything Everything. Il combo mancuniano si è distinto durante lo scorso decennio come una delle formazioni più eccitanti nel pop alternativo contemporaneo, grazie a un'esplosiva miscela di art-rock e progressive-pop fuori controllo che ha trovato ben pochi rivali.
Dopo "Re-Animator", lavoro targato 2020 che li ha portati verso canzoni dalla formula più diretta, venate però da sentori oscuri e afflati psichedelici, si presentano oggi con "Raw Data Feel", che continua a battere i sentieri di un pop più fruibile ma lo fa guardando maggiormente agli elementi che hanno reso celebre il gruppo.

È così che il disco si apre: con un poker di proiettili synth-pop esagitati anche se molto meno schizofrenici, mutevoli e progressivi rispetto al solito. I pezzi funzionano bene senza strabiliare, è probabile che ognuno troverà tra i quattro quelli che più gli aggradano essendo il livello molto simile. Per chi scrive, si distinguono soprattutto l'irrefrenabile "Teletype" e "I Want A Love Like This", con i suoi battiti house, mentre "Bad Friday" rimane più a metà del guado e "Pizza Boy" risulta avere poco mordente, nonostante il bel basso in evidenza.

Non mancano, a condire le atmosfere solari come mai prima di questo partenza, i testi al limite tra surrealismo e distopia di Higgs, questa volta "aiutato" nella scrittura anche dagli input forniti da un'AI sviluppata dal dottorando Mark Hanslip al Contemporary Music Research Centre dell'università di York. Il computer, nutrito da testi di Beowulf e Confucio tanto quanto da termini e condizioni di piattaforme come Linkedin e commenti tratti da social network di varia natura, ha infatti generato potenziali liriche poi rielaborate totalmente dal cantante.
Lo stesso Higgs ha dichiarato che, sebbene abbia utilizzato solo il 5% di ciò che la macchina ha prodotto, l'esperimento è risultato incredibilmente interessante e futuribile.

Al contrario dell'apertura, la parte centrale del lavoro è all'insegna della varietà. Accanto ad altri pezzi synth-driven, come la semplice ma trascinante "Cut UP!" e la più trascurabile "Shark Week", troviamo infatti le ottime melodie malinconiche su tappeti fluttuanti di "Leviathan", le rilassatezze della slide-guitar di "Jennifer", pezzo abbastanza inconsueto per i nostri, costruito su un classico giro di stampo Cure/New Order, le fusioni stilistiche della buona "Metroland Is Burning", cui forse però manca il guizzo per il ko, e le vibrazioni oscure della bella "HEX".
"My Computer" si fregia di un ritornello coinvolgente e chitarre scintillanti ma rimane nella media, soprattutto se confrontata con l'impressionante tripletta finale composta dalle pulsazioni lisergiche di "Kevin's Car" e "Software Greatman" e dalla dolcezza sognante di "Born Under A Meteor" che, come alcuni dei pezzi centrali, ripropongono con sempre più sicurezza le soluzioni presentate nel capitolo precedente della band.

Nonostante le molte canzoni ampiamente promosse, "Raw Data Feel" si posiziona sul gradino più basso della discografia del gruppo, poiché afflitto da un'ipertrofia che affatica una scaletta già di per sé abbondantemente eterogenea, rendendo il lavoro nel complesso fragile, a scapito di ottime individualità.
Gli Everything Everything si confermano quindi come una delle realtà più esuberanti del panorama contemporaneo, mai doma nel cercare soluzioni variegate ma ancora in una fase di transizione verso la scoperta di nuove identità vincenti.

(27/05/2022)

  • Tracklist
  1. Teletype
  2. I Want A Love Like This
  3. Bad Friday
  4. Pizza Boy
  5. Jennifer
  6. Metroland Is Burning
  7. Leviathan
  8. Shark Week
  9. Cut UP!
  10. HEX
  11. My Computer
  12. Kevin's Car
  13. Born Under A Meteor
  14. Software Greatman








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