Sharron Kraus

Kin

2022 (Nightshade) | alt-folk

Con il nuovo album “Kin”, Sharron Kraus saluta vent’anni di carriera discografica durante i quali ha recuperato la tradizione folk seguendo le orme di Shirley Collins, per poi avventurarsi nei meandri della musica popolare contemporanea.
Inquieta, indomita, l’artista anglo-americana ha esplorato l’anima oscura del folk, concedendo spazio all’essenzialità del lo-fi, incoraggiando seduzioni psichedeliche ed esoteriche, pescando nella tradizione orale e rurale, fino a sposare le suggestioni dell’elettronica e della library music.
Anche durante i quattro anni passati dall’album “Joy’s Reflection Is Sorrow” Sharron Kraus non ha mai smesso di sperimentare, forte anche di un più corposo organico di collaboratori e musicisti, nonché di un’autonomia artistica che non sembra conoscere limiti e confini. La potenza espressiva di “Kin” può essere racchiusa in un immaginario album dei Fairport Convention realizzato sotto l’egida della Ghost Box, un’opera che si candida da subito come una delle più complete e innovative della pur lunga carriera di Kraus.

 

Forza e purezza sono le prime suggestioni offerte dalla traccia d’apertura “Tell Me, Death”, una delle canzoni più accattivanti dell’artista, tuttavia dietro l’apparente semplicità si nasconde l’eterno dialogo tra la vita e la morte, tra l’uomo e la natura. L’approccio è hegeliano, assoluto, omnicomprensivo: realtà e filosofia diventano metodo unico di analisi e cognizione. Da questa visione nasce una musicalità ancor più avventurosa che in passato, tra aperture ritmiche in stile trip-hop che scavano nell’oscurità del folk più ancestrale (“The Ways We Hurt”), gorgoglii e glitch elettronici che intonano nuove danze pagane e rituali (“Do It Yourself”), e ondeggianti tempi jazz che indugiano in una rilettura Lynch-iana di melodie retrò (la citazione di “Fever” nella bislacca “More Of Your Thoughts”).

Il magico e straniante viaggio tra mondano e soprannaturale di Sharron Kraus agguanta nuove suggestioni (la minacciosa dolcezza di “Weft And Warp”), mentre le recenti contaminazioni hauntology, sperimentate e assimilate nei due recenti progetti in collaborazione con Justin Hopper (“Swift Wings”) e i Belpury Poly (“Chanctonbury Rings”), divengono materia prima di abbaglianti manipolazioni sonore che catturano vibrazioni poste ai confini della realtà tangibile (l’eccellente e straniante sussurro di “The Locked Garden”).

 

Il misticismo di Sharron Kraus non è mai stato in verità così struggente (“Shot Through With You”), così cosmico e diafano (“The World Within The World”), o a tal punto oscuro e pessimista da lasciare un senso di isolamento e smarrimento emotivo (“A Kind Kind (Of Human)”).
"Kin" è un disco che, più di tante sbandierate opere post-pandemiche, mette a nudo le paure e le incertezze del nostro tempo.

(20/11/2022)

  • Tracklist
  1. Tell Me, Death
  2. The Ways We Hurt
  3. The World Within The World
  4. Do It Yourself
  5. The Trees Keep On Growing
  6. The Locked Garden
  7. Weft And Warp
  8. More Of Your Thoughts
  9. Shot Through With You
  10. A Kind Kind (Of Human)


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