Mister Water Wet - Cold Clay From The Middle West

2023 (Soda Gong)
exotica, jazz, psych-rock
A proposito di musiche di confine. Mister Water Wet si pone all’incrocio tra folk, jazz ed elettronica: chitarre arpeggiate, sintetizzatori ubriachi, arie gitane, suoni del deserto e una batteria elettronica che sembra scarica.

“Cold Clay From The Middle West” si apre con la suite in cinque parti di “Cold Clay Suite”, una sorta di manifesto programmatico in cui Iggy Romeu mostra le sue abilità di polistrumentista, suonando percussioni, chitarre, violino, flauto e organo. L’apertura è una finestra sulle praterie del Middle West, “Riding The Rails”, quindi dopo un breve giro di giostra, intorno alla boa dei quattro minuti, “Sunset Rising” mostra il seguito del viaggio nella fantasia di Iggy, tra scampoli di melodie appena accennate e ritmi che faticano a decollare, fino ad arrivare ai deserti dell’Arizona. Sull’ultima parte del medley, la languida “The Dust Drunk Band”, fa la sua prima apparizione Will Yates, alias Memotone, che poi tornerà più avanti in scaletta su un altro paio di brani.

Al produttore inglese il compito di aggiungere altri sintetizzatori, banjo, clarinetto, saranji e vibrafono alla miscela già particolarmente affascinante del disco. Il lato A si chiude con la ballata claudicante “Song For Glob”.
L’apertura del lato B, “Have A Seat”, è una bolla di elettronica di pochi minuti che prelude alla psichedelica “Daddy’s Dirt”, sorta di danza exotica costruita come un medley, con continui cambi di tempo e di atmosfera.
Chiudono il disco “Cooky”, un dub mandato a 16 giri, e “Born To Lose”, l’omaggio di Mister Water Wet al jazz di Sun Ra.

Tom Waits, Beck, Burns e Convertino se ne innamorerebbero all’istante.

Tracklist

  1. Cold Clay Suite
  2. Song for Glob
  3. Have a Seat
  4. Daddy's Dirt
  5. Cooky
  6. Born to Lose

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