The Gaslight Anthem

History Books

2023 (Thirty Tigers)
rock, heartland-rock

Accantonata la non molto fortunata carriera solista, Brian Fallon rimette in sesto la potente macchina da guerra di The Gaslight Anthem. Da sempre figlia adottiva della tradizione di Bruce Springsteen, la band del New Jersey per “History Books” ha scomodato il Boss in persona, protagonista non solo della potente title track, ma autentico mentore di un ritorno discografico atteso con fervore da un inossidabile gruppo di fan.

Dopo otto anni di silenzio, The Gaslight Anthem riprendono il discorso interrotto, lasciando inalterata la natura agrodolce e piuttosto aspra della loro visione della musica americana, anche se l’aver superato, da parte dei componenti della band, la soglia dei quarant’anni aggiunge quella necessaria maturità che permette a “History Books” di non suonare passatista.
L’energia del rock’n’roll ritorna prepotentemente al centro della scena tra slanci da rock stadium (“Positive Charge”), graffi chitarristici che hanno la franchezza dei primi vagiti quasi alt-punk (“Little Fires”) e un pizzico di velata malinconia che consolida il fascino retrò della band (“Spider Bites”).

Seppure privo di elementi di novità e in parte avulso dall’ammodernamento stile War On Drugs, “History Books” non cede alla facile lusinga di una produzione normalizzante. Anche le ballate non rinunciano a toni ruvidi o struggenti, regalando all’album pure un inatteso cambio di rotta con l’eccellente “Michigan, 1975”, brano che ostenta tutta la maturità raggiunta da Brian Fallon come autore (non più "cars" e "girls").
Dopo gli eccessi post-produttivi e le flaccide melodie di “Get Hurt”, il ritorno di The Gaslight Anthem è abbastanza potente e solido. La produzione di Peter Katis è funzionale e mai invadente, abile nel sottolineare una versatilità della scrittura (“The Weatherman”), pur restando nei confini già noti della musicalità della band.
L’estrema coerenza di “History Books” è anche l’unico vero limite dell’album: la pur godibile prevedibilità di riff e melodie che anima i dieci brani, il tono epico delle composizioni e la potenza delle incursioni chitarristiche sono eccitanti e vigorosi, e anche le ballate restano ancorate a solide basi compositive: molto bello il quasi-gospel di “Autumn”, il romanticismo indolente di “Empires” e il midtempo di “A Lifetime Of Preludes”.

Resta forte la sensazione che questo sia solo il primo passo verso un’emancipazione artistica per la band americana che potrebbe regalare sviluppi futuri ancora più interessanti.

04/12/2023

Tracklist

  1. Spider Bites
  2. History Books 
  3. Autumn
  4. Positive Charge
  5. Michigan, 1975
  6. Little Fires
  7. The Weatherman
  8. Empires
  9. I Live In The Room Above Her
  10. A Lifetime Of Preludes




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