Dee C Lee

Just Something

2024 (Acid Jazz)
soul, acid jazz
7.5

Questo disco è la chiusura di un cerchio, l'apoteosi della teoria di Gianbattista Vico sui corsi e ricorsi storici. Una storia di musica e di vita iniziata quando l'Italia di Bearzot vinceva i mondiali spagnoli e proseguita per un decennio con picchi artistici e sentimentali a intrecciarsi senza soluzione di continuità.
Lei è Dee C Lee, bellissima corista con gli Wham! prima e vocalist degli Style Council poi, e infine sposa di Paul Weller. Un matrimonio d'amore come pochi ma con effetti negativi per la band, perché contribuì allo stallo creativo - "è difficile essere concentrati sulla musica quando sei innamorato e non pensi ad altro", disse in una intervista il Modfather a proposito dell'incerto "The Cost Of Loving" (mai titolo fu più azzeccato) - sino al suicidio finale di "Modernism".

Sparita dalla circolazione dopo sporadiche apparizioni in ambito acid jazz (tra cui il featuring in un celebre brano di Guru Jazzmatazz, "Time To Play") e un disco a nome Slam Slam insieme all'allora marito e a Dr. Robert dei Blow Monkeys (in pieno house style), due figli da crescere e un doloroso divorzio, Dee si ripresenta oggi nel più inatteso dei ritorni. E lo fa con gran classe, perché le tante decadi trascorse non ne hanno minimamente scalfito la bellezza e soprattutto la voce.
La chiusura di un cerchio, dicevamo, perché "Just Something" nasce quasi per caso in occasione della mini-reunion della vecchia band per il documentario "Long Hot Summers: The Story Of The Style Council". Siamo nel 2019 e Dee, Paul, Mick con il batterista Steve White si ritrovano in studio per una magica reinterpretazione di uno dei brani più intensi della loro discografia, e cioè "It's A Very Deep Sea", tratto da "Confessions". Il resto, come si dice in questi casi, viene da sé. Succede che Eddie Piller, veterano della scena Mod e boss dell'Acid Jazz, label di culto con le sue compilation Totally Wired e famosa per aver lanciato tra gli altri Jamiroquai e Brand New Heavies, incontra Dee alla premiere del documentario e da lì, tra una chiacchiera e un drink - "Ciao come stai? Ma stai ancora facendo musica? Che ne diresti di lavorare per me?" - ecco siglata una nuova collaborazione, stretta di mano e via in studio.

Le nuove canzoni nascono così, nella sala di registrazione della label in Bethnal Green Road a Londra, e con i musicisti messi a disposizione dallo stesso Piller si crea immediatamente un suono ben riconoscibile e radicato in quei primi anni Novanta e che impazzava nelle piste da ballo, in radio e nelle classifiche inglesi. Fiati, percussioni e tastiere mai invadenti, incantevoli atmosfere soul e sullo sfondo delicati ritmi dance a incorniciare i vocalizzi di Dee che può e deve essere considerata una delle cantanti soul migliori della sua generazione.
Sono pezzi senza tempo, quelli di "Just Something", anche se parlano di tempo e guardano al vissuto, dal brivido e dall'eccitazione di quei primi giorni degli Wham! tra registrazioni e baldorie varie ("Back In Time"), al funky soul degli Style Council, fatto di ballate espressive e ritornelli killer.
Ovviamente, in questa storia a lieto fine non poteva mancare Mick Talbot, presente in diverse tracce col suo Wurlitzer, e persino la figlia di Dee, nata Weller, che ci mette la penna in un paio di brani.

Ha un bel suono, molto acid jazz e pure un po' Motown, questo disco. Shakerate con una spruzzata di R&B anni 80, un po' di funk seventies e tanto soul, ed ecco a voi una manciata di canzoni che risplendono di luce propria, al di là della pur ovvia componente nostalgica.

19/05/2024

Tracklist

  1. Back In Time
  2. Don't Forget About Love
  3. Anything
  4. Mountains
  5. How To Love
  6. Be There In The Morning
  7. Walk Away
  8. Every Day Summer
  9. Trojan Horse
  10. For Once In My Life
  11. I Love You






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