Lepre - Eremo

2024 (Santeria)
alt-pop, indie-pop, songwriter

Alla fine a un cantautore che cosa si chiede? Di imbracciare la chitarra, ovvero lo strumento più congeniale per stendere le proprie idee, le proprie emozioni, le visioni della società circostante, e trasformarle in una canzone che rispecchi, anche solo in parte, la propria personalità, così da diventare il modo più originale per comunicare con i fan, con il mondo. Semplice a dirsi, ma a farsi è un po' più complicato. Ecco perché la figura del cantautore è qualcosa da conservare, o meglio, da preservare, perché il suo è un canale particolare dal quale veicolare pensieri: con questi ultimi c’è anche la musica, e non è un aspetto secondario.

Lepre è un cantautore (musica e testi), all’anagrafe registrato come Lorenzo Lemme, nato a Roma nel 1978, con due lauree in bacheca e un disco d’esordio (“Malato”) uscito nel 2022 e passato, probabilmente, un po' troppo in sordina.
Il buon Lorenzo ci riprova ora con “Eremo”, un album nato tra mille peripezie e quattro traslochi avvenuti durante il suo ultimo tour. Un momento di vita caotico, pieno di incombenze, ma che lo ha trovato molto ispirato, tanto da giungere, quasi inaspettatamente visti i presupposti, a sfornare un bell’album, pronto per essere registrato.
Batterista, rumorista, collaboratore in progetti altrui, Lepre riesce a trovare, nei tredici brani che compongono l’album, il modo di esternare un pensiero rivolto a una visione molto verosimile della società: frenetica, implacabile, come sostiene lo stesso autore, iperconnessa, che non sembra lasciare scampo. Ecco che la ricerca di un approdo sicuro, un luogo di ristoro fisico e mentale, è ora un obiettivo prioritario, fondamentale per staccare la spina, ricaricare le energie e consentire di rituffarsi in piena forma tra le ansie quotidiane.
“Eremo” rappresenta questo, per chi lo ascolta, ma anche, con buona probabilità, per chi lo ha scritto.

Prodotti da Giorgio Maria Codemi (chitarrista di Motta, Giovanni Truppi, Marina Rei, Spiritual Front), i brani del disco sono gustosi, vuoi per una visione trasversale che si muove tra l’alt-pop e l’indie-rock con pregevoli svolgimenti.
Lepre rivede in modo personale alcune alchimie stilistiche provenienti da Daniele Silvestri (la pungente “Acufene”), Alex Britti (la ballata “Candela”), Bugo (“Regole” e l’ottima “Vieni a prendermi”) e, nelle parti più indie, come se fosse un Giovanni Truppi posto al confine tra Strokes e Black Keys (“Secondo me”).
Fasi ancor più invitanti si presentano quando tutte queste filosofie si aggregano in qualcosa che assume sembianze più mutevoli, come nelle sbilenche e affascinanti linee di “Vacanza” e “Calcinacci”, nei vigorosi frame - non pochi lungo il percorso - di episodi come “Capannone” o “Muro”, ovvero negli ululati tumultuosi di “Splendi”, qui spezzati da archi che colorano con lodevole audacia l’antitetica atmosfera. Che dire poi della conclusiva “Limite”, scarna e intima quanto basta, ma corroborata da una progressione sempre più incisiva, utilizzata per sugellare alla perfezione un itinerario tutt’altro che banale.

“Eremo” è un disco schietto, intrepido e stuzzicante, in alcuni frangenti grezzo e in altri più corposo, che non scende mai a compromessi. Lepre mostra muscoli e ragione, un connubio che non sempre viaggia a braccetto: qui accade, in modalità alquanto convincente.

Tracklist

  1. Vieni a prendermi
  2. Acufene
  3. Secondo me
  4. Intramezzo
  5. Capannone (band version)
  6. Calcinacci
  7. Splendi
  8. Regole
  9. Muro
  10. Vacanza
  11. Intro vento
  12. Candela
  13. Limite


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