Alex G - Headlights

2025 (Rca)
indie-pop, songwriter
Alex Giannascoli, in arte Alex G, si conferma uno degli artisti più eclettici e sofisticati dell'attuale panorama musicale. Una delle sue peculiarità è sempre stata quella di produrre da solo (o quasi) i suoi lavori, conferendo ai brani una distintiva veste lo-fi. La sua fama, inizialmente dovuta al passaparola online, è stata poi pienamente riconosciuta anche dalla critica in modo pressoché unanime.
Giunto al decimo album in studio, Alex G compie il grande passo firmando con la major Rca. Spesso, un simile passaggio prelude a una virata decisa verso il mainstream, ma per ora questo scenario sembra fortunatamente scongiurato. A onor del vero, già il precedente "God Save the Animals" aveva segnato un passo significativo verso un affinamento delle sue sonorità, essendo stato il suo primo album realizzato in un "vero" studio in stretta collaborazione con un suo storico collaboratore, Jacob Portrait, bassista degli Unknown Mortal Orchestra.

Con "Headlights", Alex G riesce a mantenere intatte le peculiarità del suo sound "bedroom pop" senza tradire l'essenza eccentrica che lo contraddistingue. La sua carriera è, infatti, costellata di lavori realizzati con grande cura e senza grandi compromessi attraverso una miscela unica di folk, indie-rock, elettronica e sperimentazione. "Headlights", interamente scritto da Giannascoli e registrato in varie località tra Philadelphia e New York, si presenta come una collezione affascinante di storie surreali e paesaggi onirici attraverso una serie di vignette che si muovono tra il reale e l'allucinatorio, il nostalgico e l'alienante.
Il singolo di lancio, "Afterlife", è un brano immediatamente accattivante e uno dei più "diretti" del disco. Si distingue per una melodia orecchiabile sostenuta da chitarrine docilmente strimpellate e testi criptici ma evocativi.
Le sue produzioni vedono sempre una grande cura per i dettagli, lo si percepisce chiaramente in "Beam Me Up", dove chitarre ovattate e cori quasi angelici creano atmosfere eteree e raffinate. Allo stesso modo, in "Louisiana", le chitarre sono protagoniste, questa volta declinate in una veste più indie rock, grazie a trame lente, ossessive e inquiete, dal grande magnetismo.

Ci sono poi momenti di profonda intimità che ricordano vagamente quelli espressi da un altro grande artista come Elliott Smith, un esempio è "Oranges", il secondo singolo che ha anticipato l'album: un brano malinconico e contemplativo, con una produzione volutamente un po' sgangherata ma dal forte potere evocativo.
In "Far And Wide" si avvertono assonanze con un altro artista particolarmente sofisticato e singolare come Mark Linkous, alias Sparklehorse. Alex G condivide con lui la capacità di costruire mondi sonori surreali e quella di riuscire a rendere affascinanti perfino le imperfezioni.
L'album culmina con un pezzo più rockettaro registrato dal vivo, "Logan Hotel". Questa scelta suggerisce la volontà di mantenere un contatto diretto con le sue radici più ruvide ed autentiche.

Alex Giannascoli si conferma ancora una volta artista di grande talento, la speranza è che continui su questi binari senza vendere l'anima al diavolo del riscontro facile e immediato.

Tracklist

  1. June Guitar
  2. Real Thing
  3. Afterlife
  4. Beam Me Up
  5. Spinning
  6. Louisiana
  7. Bounce Boy
  8. Oranges
  9. Far and Wide
  10. Headlights
  11. Is It Still You In There?
  12. Logan Hotel (Live)

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