FEEO - Goodness

2025 (Ad 93)
ambient drone, post-trip-hop

Ci sono anfratti angusti nei quali sarebbe bene non andare a bazzicare, posti della mente avvolti da una nube di paturnie grigio nebbia, polaroid rovesciate sul pavimento come memorie da riassemblare a fatica, una dopo l’altra. Eppure, è proprio qui che “Goodness” si erge a bastione solitario sopra lande di cantautorato ambient, un ascolto non a caso licenziato sotto AD 93, portale indipendente londinese che da tempo rilascia i cripitici lavori di un eterogeneo collettivo di anime ai confini dell’industria. Ma se già colleghi d’etichetta come Moin, james K e Martha Skye Murphy logorano ogni confine tra canzone acustica e rumore elettr(on)ico, adesso Theodora Laird, in arte feeo, offre un ascolto se possibile ancor più imperscrutabile e solo in parte illuminato dalla melodia, proprio come la misteriosa foto in copertina.

Non aspettatevi grandi sconquassi ritmici né emozioni forti: il lavoro s’insedia semmai sotto pelle come minuscole macchie d’inchiostro, spesso impercettibili eppure indelebili. Con voce sussurrata ma ricca di sfumature, sparuti beat alla drum machine, droni infiniti e qualche linea di piano e chitarra campestre, le undici tracce di “Goodness” assemblano ansie e dolori postmoderni con una cura che ha del commovente.

Si fa in un attimo a perdere il filo, perlomeno ai primi ascolti; “Days Pt.1” si apre con una cupa poesia recitata dall’attore Trevor Laird (che ebbe un ruolo in “Babylon” e “Quadrophenia”), presto naufraga nello spettrale valzer droneggiante “The Mountain”, poi sopra i ruvidi synth circolari alla Astrid Sonne di “Requiem”, brano arricchito da un tappeto di trombone a cura di Caius Williams, o ancor meglio nel canto desolato di “Win!”, uno dei momenti più intensi in scaletta.

Sempre presente ma mai invadente, anzi capace di creare tensione con pochi respiri, feeo s’inserisce nelle proprie canzoni quasi per caso, eppure le basta poco per emergere come cantautrice: su “Sandpit”, per esempio, la nuda voce appare avvolta da una dolcezza infinita, mentre lungo l’espansiva “Here” si percepisce tutto lo spettro di una Beth Gibbons.

Ma il diavolo sta nel dettaglio, che sia qualche breve idea di batteria free jazz in stile keiyaA su “The Hammer Strikes The Bell”, o quando “The Night Forgives Those Black As Her” si fa collage industriale sulla scia della concittadina Klein. Per il bellissimo finale acustico “There Is No I”, una slide liquida e obliqua lambisce il confine tra L’rain e Niecy Blues.

“Goodness”, insomma, può lasciare interdetti, un ascolto certo sintomatico di svariate tendenze alternative moderne, ma allo stetto tempo sin troppo muto e difficile da catalogare tra i soliti hype del sottobosco avantgarde. Eppure è proprio in questo stato di dormiveglia che il lavoro prende forma poco a poco nelle orecchie dell’ascoltatore più paziente, esprimendo un’intimità che quasi spiace turbare, ma della quale si avverte anche un forte bisogno emotivo.

Senza alcuna fretta né bisogno di far rumore, feeo ha messo a punto uno dei debutti più particolari del 2025.

20/01/2026

Tracklist

  1. 1. Days Pt.1
  2. 2. The Mountain
  3. 3. Requiem
  4. 4. The Last Great Storm
  5. 5. Win!
  6. 6. Sandpit
  7. 7. Here
  8. 8. Days pt.2
  9. 9. The Hammer Strikes The Bell
  10. 10. Night Forgives Those Black As Her
  11. 11. There Is No I

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