Modern Nature - The Heat Warps

2025 (Bella Union)
alt-rock, indie
Bastano pochi accordi per rendersi conto che qualcosa è cambiato. Per i Modern Nature è tempo di dismettere archi, sassofoni, clarinetti e contrabbasso, una scelta che non è frutto dell'ennesimo capriccio di Jack Cooper. Agrodolce e vellutato, il nuovo album del gruppo è un'esperienza musicale immersiva e piacevolmente colta. "The Heat Warps" sancisce il definitivo passaggio dei Modern Nature da progetto solista a vera e propria band.

Raggiunto il punto di non ritorno con il controverso "No Fixed Point In Space", Cooper riscopre l'ebbrezza di essere parte di un collettivo sempre più affiatato, rinvigorito dalla presenza di un nuovo elemento, la chitarrista Tara Cunningham.
La metamorfosi è comunque indolore: quello che accade in queste nove composizioni è frutto di uno slancio indie rock che Cooper aveva già brillantemente sperimentato con i Mazes e gli Ultimate Paintings.
Il ripristino della formula base del rock'n'roll corrisponde a un'attenuazione di quegli elementi post-rock e jazz preponderanti nel trittico precedente della band. Ciò che resta intatto è quell'oscillare tra luci e ombre, tra utopia e consapevolezza. Cooper è un poetico visionario e un attento narratore dei tempi moderni (i testi incentrati sui danni del capitalismo meriterebbero un'ulteriore analisi).
Che il nostro avesse una predilezione per l'incastro/dialogo tra due chitarre non è mai stato un mistero: ben vengano, dunque, questi fluidi intrecci sulle orme dei migliori Television o dei Cure ("Pharaoh", "Alpenglow"), specialmente se ancorati a una vena compositiva melodicamente solida. Che a questo si aggiungano le già note movenze slowcore ("Radio"), le pulsanti metriche dei Can ("Glance") e un rinnovato spirito rock'n'roll ("Takeover") è ulteriore motivo di seduzione.

"The Heat Warps" è un disco che, anche se rischia di scontentare i fan del gruppo, riesce nella non facile impresa di traghettare le oscure, visionarie e cinematiche sonorità del passato verso la luce, senza confonderne i contorni (la splendida "Zoology"). Anche l'immagine di copertina contribuisce al rinnovamento stilistico: via le ovvie citazioni ai Talk Talk di "Spirit Of Eden", ed ecco una foto del gruppo virata seppia che evoca coralità e comunione d'intenti, quella brillantemente esposta nella conclusiva "Totality" (notare il titolo), una splendida ballata in crescendo che gode di una melodia irresistibile, di un intreccio chitarristico notevole, di armonie vocali degne della miglior musica West Coast anni 70 e di quel fascino caliginoso tipico di quelle canzoni che resistono all'inesorabile trascorrere del tempo.

I Modern Nature sposano raffinatezza ed espansività con un disco che al primo ascolto sorprende e a ogni riascolto seduce e affascina.

Tracklist

  1. Pharaoh
  2. Radio
  3. Glance
  4. Source
  5. Jetty
  6. Alpenglow
  7. Zoology
  8. Takeover
  9. Totality




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