Richard Dawson - End Of The Middle

2025 (Domino / Weird World)
folk, songwriter

Dopo la trilogia del tempo, conclusa con “The Ruby Cord” e il suo sguardo rivolto al futuro, Richard Dawson intraprende un nuovo viaggio, questa volta attraverso lo spazio. Non è chiaro se “End Of The Middle” avrà dei seguiti, ma il suo scenario è ben definito: la provincia inglese, quella che Dawson vive quotidianamente. Non c’è traccia di superiorità o giudizio nei suoi racconti, ma il suo sguardo sghembo riesce a trasformare anche una casa qualunque in un luogo dove avvengono eventi imprevedibili.

Il disco si apre con “Bolt”, in cui un fulmine squarcia l’oscurità, illuminando per un istante una casa qualunque. Da quel lampo si propaga un’onda di luce che sembra rivelare qualcosa di più profondo nelle vite dei protagonisti delle canzoni successive. C’è la malinconica riflessione di un’anziana signora che, in “Gondola”, contempla il tempo che le rimane e le cose che avrebbe voluto fare, il bambino tormentato dai bulli che crescendo si accorge, con sgomento, di essere lui stesso padre di un bullo (“Bullies”), fino al testimone di nozze sopraffatto da un improvviso crollo emotivo (“Knot”).
Dawson si conferma un narratore straordinario, capace di coinvolgere con una scrittura ricca di dettagli, osservata da angolazioni inusuali, come farebbe un fotografo abile nel catturare l’eccezionale nell’ordinario.

Musicalmente, però, gran parte del disco si mantiene su toni austeri e intimi, costruiti attorno alla chitarra di Dawson e alla sua voce, un folk essenziale che, seppur raffinato, rischia talvolta di risultare fin troppo minimalista e sbilanciato sulla narrazione. È proprio quando la musica si espande, diventando più ariosa, che l’album acquista una maggiore incisività. In “Gondola, ad esempio, basta l’ingresso di un clarinetto a far decollare la traccia, aggiungendo leggerezza e adattandosi perfettamente al senso di fuga a cui anela la protagonista. Anche “Boxing Day Sales” si distingue dal resto dell’album sia per il tema – una riflessione diretta sul consumismo senza particolari deviazioni prospettiche – sia per la struttura musicale, che alterna passaggi di folk evocativo a momenti di dissonanza in cui i fiati inquieti generano tensione.
In “The Question, che racconta la storia di una ragazza perseguitata da un fantasma, l’accompagnamento sonoro segue l’evoluzione della vicenda: si apre con un arpeggio discreto, poi cresce gradualmente fino a sfociare in un climax ossessivo, una lunga sequenza di domande che lascia l’ascoltatore in sospeso, immerso in un’atmosfera carica d’inquietudine.

Bisogna attendere il brano finale, “More Than Real, per ritrovare quella ricchezza sonora a cui Dawson ci ha abituati: un paesaggio lussureggiante in cui le trame elettroniche si intrecciano con i fiati evocativi di Faye MacCalman e la voce soprana di Sally Pilkington, che accompagnano il delicato dialogo tra padre e figlia. Quest’ultimo gioiello riscatta in parte un lavoro che potrebbe sembrare meno ispirato rispetto ai suoi predecessori. O forse, più semplicemente, è il segno di quanto ci abbia abituati a considerare l’eccezionale come la sua norma.

Tracklist

  1. Bolt
  2. Gondola
  3. Bullies
  4. The Question
  5. Boxing Day Sales
  6. Knot
  7. Polytunnel
  8. Removals Van
  9. More Than Real






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