In copertina una Subaru, in assetto da rally, con i fari accesi nella notte, raffigurata come fosse dipinta in un quadro espressionista. Così si presenta "Boys These Days", terzo lavoro degli Sports Team. Dal collage del primo lavoro alla grafica cartoonesca di "Gulp", la band ha saputo rappresentarsi in modi diversi, senza abbandonare l'approccio goliardico e scanzonato, che poi è la cifra di buona parte della sua musica, nel bene e nel male.
Ma quando parte "I'm In Love (Subaru)", prima traccia e primo singolo (risalente a luglio 2024) è impossibile non rimanere colpiti dal mix di indie-rock e
retrowave, dal ritornello corale con il sax che dilaga, dal ritmo che funziona sia per saltare a un concerto sia per un viaggio
on the road; e anche dal testo, che dichiara amore alla Subaru in oggetto, ma contiene riferimenti a un tempo passato, quando Bill Clinton suonava il sax e ci si sentiva più sicuri.
La canzone successiva, "Boys These Days", è più tradizionale, un (indie) rock'n'roll semplice ed efficace. Fa meglio "Condensation", dal portamento ritmato e dal (consueto) ritornello che vuole stamparsi nella mente e farsi cantare da tutti. "Planned Obsolescence" esplora strade diverse: senza ricercare l'effetto a ogni costo, è tra le cose che funzionano meglio dell'album. Lo stesso discorso vale anche per la traccia finale, "Maybe When We're 30", che muovendosi sulla stessa lunghezza d'onda, tocca alcune vicende più personali di Alex Rice (la paternità, l'ingresso nella nuova decade).
Forse è in queste due canzoni che è lecito sperare in uno sviluppo per gli Sports Team; perché se è vero che la forza del gruppo è nell'energia sprigionata nei live e nella musica allegra e goliardica che hanno nelle loro corde, è anche vero che fino ad ora, al di là del promettente "Deep Down Happy", non hanno saputo mantenere le promesse. Ciò vale in parte anche per quest'ultimo lavoro. "Boys These Days" contiene buone canzoni e piacerà agli appassionati del genere (rock chitarristico con venature indie, orecchiabile e immediato), ma è grazie a quelle due canzoni che guadagna un po' di tridimensionalità. Una traccia di lavoro da perseguire, con gli ostacoli e le difficoltà in futuro, come appunto una Subaru in un circuito di rally.