The Dwarfs Of East Agouza - Sasquatch Landslide

2025 (Constellation)
etno-psych, kraut-jazz
Maurice Louca: compositore egiziano, manipolatore di beat e tastierista, appassionato di musica mediorientale e free jazz. Sam Shalabi: chitarrista canadese compositore di moltissime colonne sonore di film indipendenti e membro fondatore di gruppi del calibro di Shalabi Effect e Land Of Kush. Alan Bishop: contrabbassista e sassofonista americano, appassionato di tradizioni mediorientali, fondatore insieme al fratello Richard dei Sun City Girls che, dai primi anni 80 fino allo scioglimento nel 2007, hanno mescolato rock, folk, jazz, avanguardia ed etnica e proprietario della sigla Alvarius B, con cui percorre le strade della tradizione americana. Nel 2012 ad Agouza, distretto di Giza, periferia del Cairo, questi tre musicisti si sono trovati a condividere lo stesso appartamento, decidendo di unire le proprie forze e creando un nuovo progetto che potesse sposare in qualche modo la tradizione musicale del Medio Oriente, con la psichedelia e l’improvvisazione. Così sono nati The Dwarfs Of East Agouza, che già dal loro album di esordio intitolato “Bes” ci hanno preso per mano portandoci in un viaggio tra dune desertiche e asteroidi siderali, una sorta di psichedelia etnica che lascia molto all’improvvisazione e al flusso emozionale dei musicisti, come nella miglior tradizione del genere.

Dopo un lungo girovagare, per il quinto lavoro in studio il trio è approdato a un’etichetta che sembra essere la sua giusta destinazione come la canadese Constellation, la cui attitudine alla sperimentazione musicale e alla contaminazione culturale si addice perfettamente al suono del progetto.
Nei quattro precedenti lavori, i musicisti hanno continuato il loro viaggio incredibile mescolando tradizioni mediorientali, jazz, psichedelia, folk, con una capacità di improvvisazione che non ha eguali. Il nuovo “Sasquatch Landslide” non sposta molto le loro coordinate sonore, ma le ribadisce e le rifinisce con un’energia creativa assolutamente straordinaria. Il trio ha trascorso l’ultimo decennio a sviluppare la sua telepatica alchimia dal vivo, girando in tour tra Europa, Usa, Medio Oriente e Nord Africa. Le sue esibizioni sono notoriamente spontanee e imprevedibili: esplorazioni mutevoli che mescolano groove, caos e abbandono estatico.

La spontaneità e l'attitudine sperimentale e improvvisativa dei Dwarfs Of East Agouza si muovono come un serpente, avvolgente e insidioso già dalla “Swollen Thankles” che apre le danze per poi portarci nel labirinto percussivo di “Saber Tooth Millipede”, capace di dissolversi lasciandoci in balia di una scia sfocata di suoni vicini e lontani, effetti sonori e chitarre ribelli.
Quando i ritmi elettronici e dub di “Double Mothers” si allargano per fare spazio a un sinuoso sassofono, i Dwarfs Of East Agouza ci preparano per la splendida cavalcata di “Titular”, suadente nelle sue frenetiche carezze ritmiche. Non c’è un punto dove poter fissare l’ascolto, il trio ci permette di vagare in maniera surreale tra i suoni: la ritmica ossessiva che introduce le progressioni psichedeliche di “Neptune Anteater” e i ritmi rallentati e dilatati dell’onirica “A Body To Match”, che si dissolve in un mucchio selvaggio di chitarre, percussioni e sax.
“Goldfish Molasses” certifica lo stato di grazia di un trio che dall’esordio non ha mai sbagliato un colpo, accarezzando la tradizione mediorientale e arricchendola con i loro paesaggi sonori mutevoli tra improvvisazione, influenze nordafricane, psichedelia, loop e droni che rimangono unici e inimitabili.

In fondo quello che intriga della leggenda del Sasquatch (o Bigfoot) è proprio il fatto che nessuno l’abbia mai visto in maniera definita, le testimonianze fotografiche della sua esistenza sono sempre state sfocate e controverse. Allo stesso modo l’enorme fascino di “Sasquatch Landslide” è proprio nella sua apparente confusione. Tante fonti sonore che arrivano contemporaneamente alle nostre orecchie: raffiche strumentali, percussioni ossessive, sax che affiorano, frammenti di melodia che si perdono in lontananza, un ribollente magma elettronico. Una tensione emotiva dove ogni suono ha il suo significato e il suo posto, un flusso lisergico ed estatico che va assaporato con orecchie e mente aperte per poterne godere al meglio. Ascoltatelo al buio, lasciandovi trasportare da un cammello nel deserto, su una barca sul Nilo, fino a decollare nel cosmo senza più tempo né spazio: non ve ne pentirete.

Tracklist

  1. Swollen Thankles
  2. Saber Tooth Millipede
  3. Double Mothers
  4. Titular
  5. Neptune Anteater
  6. Body To Match
  7. Goldfish Molasses




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