Messo da parte il successo clamoroso del singolo "Chaise Longue", per le
Wet Leg la strada del successo e della rispettabilità critica è apparsa in salita.
Nonostante una convincente appendice in formato
long playing, i timori hanno preso il sopravvento, il dubbio ha prevalso, e ben presto la band si è trovata al centro di disamine critiche non proprio carine. Per fortuna, non pochi hanno riposto da subito fiducia in Rhian Teasdale e Hester Chambers, e ora è tempo di concentrarsi sul disco della conferma o della discordia della band britannica.
Nonostante la copertina riproponga le due ragazze responsabili dell'album d'esordio, questa volta è fondamentale la presenza dei tre compagni delle scorribande live - Ellis Durand, Josh Mobaraki e Henry Holmes - il cui ruolo non solo di musicisti ma anche di autori aggiunge spessore e variabilità. Con "Moisturizer" le Wet Leg si presentano più sicure e aggressive - si osservi bene la copertina. Alla fratellanza giovanile sono subentrati una consapevolezza e un linguaggio più diretto. Questi nuovi incisivi
riff garage-pop hanno il difficile compito di raccontare scelte e titubanze di due ragazze costantemente in crescita e sempre più maliziose.
Dan Carey resta dietro il banco di produzione, lucidando a nuovo una ricca sequenza di potenziali hit, a partire da "Catch These Fists", brano che ha tutte le carte in regola per raccogliere l'eredità di "Chaise Longue". Grondano di sessualità più che di sesso, le canzoni delle Wet Leg, scandalose senza essere sciatte ("CPR"), solide e incisive con originalità ("Pillow Talk"). E ci sono scaltrezza e intensità anche nella più classica ballata ("11:21").
I
riff sono agili ed evocano sia le
Elastica ("Jennifer's Body", "Pond Song"), sia i
Garbage ("Mangetout", "Don't Speak"), mentre la solidità degli arrangiamenti offre terreno a una Rhian Teasdale vocalmente più ispirata e convincente.
Qualunque siano le vostre attese e pretese, le Wet Leg sono tornate per trastullare l'ascoltatore con freschezza e malizia, ma guai a sottovalutarne la reale consistenza: c'è molto da scoprire, in "Moisturizer".