MARTA SALOGNI & STEFANO PILIA - Phren

2026 (Maple death)
avantgarde, experimental, hauntology

La terza uscita della serie Opale curata da Maple Death in collaborazione con la casa editrice Canicola Edizioni vede dialogare per la prima volta Marta Salogni e Stefano Pilia. Da una parte le tape machine Revox, dall’altra la chitarra elettrica. Nel mezzo un complesso sistema di filtraggio e manipolazione che rende il processo compositivo e quello di registrazione un tutt’uno. Non una sommatoria di due voci dunque e nemmeno la loro stratificazione, quanto un insieme atto a generare un meccanismo in costante evoluzione.

Tocca alle illustrazioni di Sarah Mazzetti offrire le suggestioni per il lavoro del duo, concepito come un flusso unitario diviso in sei movimenti la cui sequenza di titoli offre un’ulteriore piano narrativo.

sopra l’acque scavate
dove mettersi un vento
muti nell’attesa
la memoria vacilla
ma la mia anima è testimone
e il mio fiume scorre verso te, oh mare, accoglimi

Assenza, superamento, memoria sono i concetti alla base di strutture costruite a partire da un’idea elaborata iniettando le traiettorie della sei corde all’interno del sistema di macchine definito dalla stessa Salogni il labirinto. Delay, loop, loop di accumulazione, feedback vengono applicati rendendo il suono non ridondante ma costantemente differente, deformato e in parziale decadimento. Un’operazione che conduce alla sensazione di evanescenza del ricordo, inevitabilmente collegata ai  “Disintegration Loops” di William Basinski.

La chitarra di Pilia dipinge i tratti di paesaggi emozionali nei quali riecheggia la lezione dei Soundscapes di Robert Fripp – riferimento dichiarato – mentre l’azione del filtraggio applica quella grana che conferisce sostanza all’astrazione pura, azione di cui è maestro indiscusso Christian Fennesz. Il risultato è un ambient dai tratti hauntologici, una combinazione uomo-macchina che non sottrae calore, ma lo amplifica fino a raggiungere un apice di solennità nella sua sezione conclusiva, contraddistinta dai frammenti dai “Lamenti di Geremia” di Giovanni Pierluigi da Palestrina.

“Phren” è un itinerario complesso, costruito con cura e consapevolezza dei mezzi. Un ascolto che esige attenzione, invoca le potenzialità sensoriali dell’ascolto profondo per rivelare con pienezza attraverso il suono un immaginario innescato dal lutto e proiettato al suo superamento. Semplicemente commovente.

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14/10/2026

Tracklist

  1. 1. sopra l'acque scavate
  2. 2. dove mettersi un vento
  3. 3. muti nell’attesa
  4. 4. la memoria vacilla
  5. 5. ma la mia anima è testimone
  6. 6. e il mio fiume scorre verso te, oh mare, accoglimi