Mitski - Nothing’s About To Happen To Me

2026 (Dead Oceans)
indie-rock, songwriter

But in a lake, you can backstroke forever
The sky before you and the dark behind you
And in a big city, you can start over
The lights all around you, the dark safe inside
In a big city, you can start over

Nelle parole di “In A Lake”, la canzone che apre “Nothing’s About To Happen To Me”, l’ottavo disco di Mitski, traspare la duplice anima di un album con la quale la cantautrice indie, con cittadinanza americana e giapponese, punta a destreggiarsi tra fraseggi bucolici e sprazzi rock. E' un inizio nel segno di una visione espansa del viaggio, che suona come una metafora di uno stato d’animo mutevole, cosmopolita o introverso a seconda dell’occasione.
Prodotto e registrato da Patrick Hyland e masterizzato da Bob Weston, con l'assistenza di Kris Bulakowski alla batteria e alla logistica, “Nothing’s About To Happen To Me” raccoglie undici canzoni che alternano sopite disillusioni e improvvise emozioni forti, ritmate qui e là anche da Bruno Esrubilsky.

Mitski prova così a seguire la scia tracciata in “The Land Is Inhospitable And So Are We”, non è un caso infatti che la band a sua disposizione sia perlopiù quella dell’ultima tournée. Spunta poi un’orchestra registrata al Sunset Sound e ai TTG Studios, arrangiata e diretta da Drew Erickson, con la collaborazione di Michael Harris e l'assistenza di Isaac Diskin e Alex Miller, per un ingresso mai invadente e che restituisce momenti fantasmagorici, come nella seconda metà dell’opening-track. Mentre il singolo di lancio, "Where's My Phone?", riporta a quella immediatezza necessaria a Mitski per far breccia anche fuori dalla propria fanbase senza disperarsi troppo.
Il terzo singolo del lotto, invece, intitolato ancor più semplicemente "If I Leave", rievoca a sua volta i fasti indie-rock di “Be The Cowboy”, così come "I'll Change For You" è la ballata sorprendentemente jazzata con il piano in appoggio e il canto di Mitski che si fa tenero, per una canzone da ascoltare a notte fonda, tra i bar che stanno per chiudere e le automobili che passano lentamente nel buio di una strada di provincia. Gli archi anche a questo giro entrano in punta di piedi e sostengono per tutto il tempo un’atmosfera retrò, in parte inedita per la stessa Mitsuki Laycock (questo il suo vero nome).

Sono soluzioni nuove che potrebbero essere state adottate in vista dell'adattamento musicale che Mitski sta componendo per il musical basato sul copione de “La regina degli scacchi”. E anche quando riaffiorano certe fascinazioni da cowgirl, alla Juice Newton, tanto per capirsi un po’ di più, come ad esempio in “Rules”, l’approccio broadwayano è sempre dietro l’angolo. E ancora la frenesia tipica di Mitski che apre le danze in “That White Cat” prima di esplodere in coro sul finale.
In questo susseguirsi di trovate ben assortite, funziona anche il gospel assecondato da un violino in “Charon’s Obol”, traccia mesta fin dal titolo e che celebra l’obolo di Caronte, ossia la monetina posta sugli occhi dei defunti in antichità prima della loro sepoltura.

“Nothing’s About To Happen To Me” non è il disco della svolta pop di Mitski e nemmeno l’album coraggioso con cui mescolare le carte a un certo punto della propria carriera, ma più che altro un Lp di buone canzoni con le quali la musicista newyorkese rema senza troppi stravolgimenti verso una mescola tanto collaudata quanto in parte atipica per i suoi canoni, regalandoci infine una sorta di operetta in salsa indie-rock che alla sua maniera ammalia.

Tracklist

  1. In a Lake
  2. Where’s My Phone?
  3. Cats
  4. If I Leave
  5. Dead Women
  6. Instead of Here
  7. I’ll Change for You
  8. Rules
  9. That White Cat
  10. Charon’s Obol
  11. Lightning






Mitski sul web