EAQuartett - Electroacousticquartett

2007 (Grimedia)
avant-jazz

G.R.I.M., Gruppo di Ricerca e Improvvisazione Musicale. Acronimo altisonante che presagisce musica parecchio pensata. La prima uscita dell'etichetta GRIMedia conferma l'impressione intuitiva: l'EAQuarett (ElectroAcoustic Quartett) propone una formula estremamente consapevole, di confine, tra jazz e improvvisata tout-court, avanguardia, rock.
Niente di nuovo sotto il sole, visto che si tratta di una delle ricette più gettonate del momento? Forse sì, dopotutto tra Supersilent, São Paulo Underground, Spring Heel Jack e affini potremmo pretendere di averle già sentite tutte. Eppure la formazione italiana dimostra già con questo primo Lp di sapersi ritagliare un posticino di tutto rispetto in mezzo a una scena così affollata.

Otto tracce che sono in realtà un unico flusso sonoro, largamente improvvisato, ma notevole per la lucidità complessiva, che riflette un disegno compositivo ben delineato e attento a forme e strutture. Musica fortemente cinematica, spesso dilatata, ma votata più alla creazione di sensazioni emotive che di più discrete atmosfere. Silenzi, iati, tensioni costruite timbro dopo timbro da singulti isolati, ribattuti, ravvicinati in un progressivo addensamento che sembra preludere alla catarsi soft/loud, ma in realtà si scopre essere stato incontro semicasuale, fluttuazione statistica, sovrapposizione di onde che procedono indipendentemente nella loro vibrante inquietudine.

Spasmi batteristici disconnessi, puntinisti: visti da lontano formano un disegno ritmico astratto in cui si infiltrano le movenze alla Soft Machine di tromba e fagotto. I Soft Machine mozzafiato delle prime note di "Facelift", suono/timbro materico dalle traiettorie sistematicamente atonali. Quando poi dalle geometrie pentagrammatiche si passa a quelle distorte e rumoristiche, sono gli Henry Cow più "fisici" a venire in mente, complici i botta-e-risposta strumentali e l'uso spesso "terroristico" di chitarra ed elettronica. E i guizzi jazzcore non sono quelli degli Anatrofobia? La tromba silenziosissima di "Tempo X" non rimanda immediatamente al Davis elettrico?

Di somiglianze se ne potrebbero citare molte, ma l'EAQ ha la capacità di sposarle in un linguaggio organico e consapevole. Altri hanno già percorso la stessa strada? Beh, l'EAQ va avanti da dove loro sono arrivati. Armato di coraggio, ambizione, creatività. E di idee molto chiare.

Tracklist

  1. Homo sapiens
  2. Avvio
  3. Onhda
  4. Tempo X
  5. Prequiem
  6. Assenza
  7. Vuoto sottile
  8. I.M.R.

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