Stoop - Freeze Frames

2011 (Bunker Studio Rubiera)
alt-rock

Gruppo emiliano (capeggiato da Diego Bertani) gli Stoop hanno già all’attivo un long-playing, “Stoopid Monkeys In The House”, con cui risistemano l’esistenzialismo di Rem e Bob Mould, accompagnandolo con richiami quasi orchestrali, brio scenografico e cadenze lounge. Il secondo, “Freeze Frames”, cerca di ufficializzare la cosa senza innovazioni.
Lo specifico della band sono i cori gravi all’unisono, quasi litanie da camera, o - nell’intonazione - da colonna sonora quasi-gotica. Accorati nella ballata corale di “Remote”, gli Stoop trovano soprattutto un acuto nell’incipit di “Freeze Frame”, a citare l’“Harvest” di Neil Young. Il resto è piuttosto stereotipato (il noise-rock di “Migrations”, il pop alieno di “Machine”), ma trovano qua e là parti strumentali efficaci, come per la tromba sinfonica dissonante di “Our Modern Assaults”.
Tiepido raffronto di canzoni sofisticate, che però ribollono in produzione e qualità del suono con un diavolo per capello (con buona pace del titolo), ben poco “italiote”. Un videoclip per ogni traccia, visionabili dal sito ufficiale.

 

Tracklist

  1. Intro
  2. Our Modern Assaults
  3. Migrations
  4. Machine
  5. Trainwrecks
  6. Fever Is A Ghost
  7. Remote
  8. 10.000 Bugs
  9. Freeze Frame
  10. In The Cave
  11. We Carry The Fire

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