Kirsten & Marie - Newspeak

2012 (Tambourhinoceros)
alt-folk, folk-pop
Il recente successo europeo e americano delle sorelle svedesi First Aid Kit non era del tutto prevedibile, considerando la loro provenienza periferica, l'essenziale semplicità della loro proposta e soprattutto la loro adesione a uno stile folk-pop che non possiede certo i requisiti della contemporaneità (a maggior ragione per due ragazze di vent'anni). Chissà che, sull'onda di Klara e Johanna Soderberg, non riescano a farsi un po' di spazio anche Kirsten & Marie, che come le due First Aid Kit sono giovanissime (diciott'anni o giù di lì), sorelle (anzi, gemelle!) e scandinave (danesi, per la precisione).

Esattamente come ci siamo stupiti, fin dagli esordi, della competenza musicale, vocale e strumentale delle sorelle Soderberg, non possiamo che rimanere a bocca aperta anche davanti alle capacità e alla maturità mostrate nel primo album di Kirsten & Marie Nyhus Janssen, intitolato "Newspeak". Fin dall'iniziale "The Moon", le gemelle danesi mostrano di essere perfettamente a proprio agio con una struttura canzone raffinata, che sulla base di un quattro quarti essenziale intreccia fittamente trame di chitarra e di pianoforte, mentre le voci si rincorrono, si replicano e spingono armonicamente verso l'alto.

Non c'è una diffusa ambizione di virtuosismo nei dieci pezzi di "Newspeak", tuttavia in episodi come "Venus Descending" (con i suoi archi profumati di primavera e memori del primo Nick Drake), "Before Tonight" (in cui la dimensione si fa pienamente orchestrale in una continua dialettica tra sussurro e pieno strumentale) o "Rosa White" (in cui una filastrocca dalla vocalità quasi bambinesca si apre a un improvviso crescendo) emerge la propensione di Kirsten & Marie per un songwriting che vuole creare prima di tutto un'emozionale suggestione atmosferica e non disdegna arrangiamenti complessi, senza però farli sembrare pretenziosi.

Se la morbida, fresca e delicata immediatezza del singolo "Na Na Nana Nana Nana" (premio a parte per il titolo!) mette in luce in modo ironico e sorridente le grandi capacità melodiche delle due, è ancora in episodi più eterei e costruiti come "Can No One" - dove le voci e un quartetto d'archi si tingono di un atemporale romanticismo folk - che le gemelle Nyhus Janssen mostrano davvero una maturità d'approccio sorprendente.
Maturità di scrittura e di produzione che ritroviamo nelle inquietanti spirali di "Running (Revisited)", che non possono non far pensare immediatamente alla barocca eleganza di Joanna Newsom. Senza dubbio le due danesi possiedono nel loro bagaglio di modelli tanto i dischi di Kate Bush quanto quelli delle Cocorosie, le rare e preziose gemme di Vashti Bunyan e la lezione di eleganza dei Cocteau Twins di Elizabeth Frazer e dei Throwing Muses di Kristin Hersh, senza dimenticare un certo cantautorato femminile contemporaneo (Cat Power, Soley, Gregory & The Hawk...) di colta e restrospettiva sensibilità folk. Ciò che colpisce è la loro capacità di utilizzarli tutti come un canone dentro il quale muoversi con la naturalezza delle veterane.

Può darsi che un pezzo di notevole lunghezza come "Snowflakes From The Sun", con la sua estenuata atmosfera da fairytale, rischi di causare un po' di noia, ma il divertito e divertente finale "Two Mornings", introdotto da una "Radetzky March" in versione suoneria di cellulare e dispiegato lungo aperte citazioni beatlesiane, ci fa perdonare immediatamente anche qualche divagazione sfuggita negli episodi precedenti.

Tracklist

  1. The Moon
  2. Venus Descending (Part One)
  3. Na Na Nana Nana Nana
  4. Can No One
  5. Running (Revisited)
  6. Before Tonight
  7. Car
  8. Rosa White
  9. Snowflakes From The Sun
  10. Two Mornings

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