Dopo uno iato di ben cinque anni (“
Juice Of Bimbo”), il power-trio marchigiano dei Lleroy torna con “Soma”, un album nervino in cui la possanza dei tre trasforma ogni brano in orge di
riff post-noise e
groove spinosi da contendere la palma agli Unwound, o in picchi di devastazione post-hardcore che approccia le vette dei
Gerda.
Il carrarmato heavy metal di “Tignola” si trasforma in pochi istanti in un frastuono di martellate e urla. La violenza tartagliante dei primi
One Dimensional Man è resa ancor più spaccatimpani grazie ai subliminali ma velenosi interventi di elettronica.
Da qui in poi tutto l’album è un agglomerato, sciorinato in modo un po’ meccanico, di
slam-dance caotiche con stacchetti acrobatici (“Cuorleone”), turbine distorte (“Cuorleone”) che volgono l’emo-core più sintetico a sarabande vorticanti (“Merda Nazionale”) e prendono a incantare l’hardcore più convenzionale come in un 33 giri difettoso (“Ultimi Sintomi”).
Anche con le cadenze appena più lente, quasi
thrash, come nella
title track, l’affare si fa sempre e comunque complicato in dissonanze e cacofonie brade, con canto disperatamente urlato ma sempre e comunque sopraffatto dalla tempesta di rumore impetuoso. “Don Peridone” attacca come panzer tribale, ma poi il suo svolgimento è più caotico che mai (a onor del vero al limite della confusione), fino a sfogarsi in un’eruzione lavica a velocità tripla.
Il picco di eccesso e trasformismo è raggiunto dai 7 minuti di “Omega999”, da magma repellente di grindcore scombinato, voci e distorsioni, tempo che cambia di continuo, a quiete di rumori tarantolati e poi persino post-rock con
ambience elettronica.
Secondo disco in quasi dieci anni di esistenza per il trio (Francesco “Fre” Zocca, anche al monotron, Chiara Antonozzi, Riccardo Ceccacci), co-prodotto con Blinde Proteus, Bloody Sound Fucktory, Sangue Dischi, Mescaleros Crew, Only Faucking Noise, Sweet Teddy, Narvalo Suoni, e la stessa band. Seppur non così strabiliante nel materiale di partenza, e non così chiaro perché sfigurato, ha dalla sua un saldo equilibrio, quello tra rapidità forsennata di esecuzione, anti-virtuosismo acrobatico e complessità nella composizione, o de-composizione, dei brani. Una post-produzione esorbitante, non ultima quella di Enrico Angus Tauraso ai
sample in “Cuorleone” e “Omega999”.