Luke Saxton - Sunny Sadness

2014 (BadBadPaintings)
acoustic, pop

Ben 1.400 canzoni e 24 album sono le credenziali del giovane Luke Saxton, anche se “Sunny Sadness” è il primo album ufficiale del diciannovenne musicista di York, che senza nascondere la sua passione per Beatles e Simon & Garfunkel colloca Harry Nilsson come figura centrale delle sue aspirazioni di musicista e compositore. Non siamo di fronte all’ennesimo cantautore malinconico e ossessionato dalla sofferenza, o a un McCartney in erba privo di spessore: Luke è un autore maturo, capace di controllare le tensioni emotive di una pop-song con arrangiamenti per nulla leziosi o ridondanti.

Come se avesse assorbito tutti i segreti del puro songwriting (quello a cui hanno attinto per intenderci Graham Nash, Paul McCartney, Harry Nilsson, Serge Gainsbourg e Antonio Carlos Jobim), il giovane inglese non evita il confronto col passato, dando vita a soluzioni strumentali che sembrano fuoriuscire da un vecchio album dimenticato in soffitta.
Fragile e leggermente naif, “Sunny Sadness” ha il sapore dell’infanzia e delle sue illusioni giovanili: Luke Saxton mette insieme elementi pop con una grazia desueta, innamorato più della sequenza degli accordi che del loro impatto (“By The Bench”), e mettendo al servizio della sua creatura più affascinante (“Song For Harry Nilsson”) l’arte più raffinata della scrittura e dell’arrangiamento: una canzone pop diffiicile da accantonare in un angolo residuo della memoria.

Il mondo musicale di Luke Saxton sembra incontaminato dal fragore del revival sixties. Le sonorità sono asciutte e quasi amatoriali (“My Dear”) e non c’è urgenza o pathos aggiunto nelle intense escursioni liriche; ad esempio, il duetto di piano e woodwind di “Spring Is Here” è come un dipinto invernale che evoca un flebile soffio di vento, e la beatlesiana “Plans For The Treehouse” risveglia tutta la fiducia di chi ha amato band come Squeeze e Xtc.
Non mancano, comunque, l’ambizione e il coraggio, come dimostra la complessa “A Little Man”, tra delizie acustiche, fraseggi da cantautore maudit, piccole divagazioni psych-folk ed echi mediterranei che rendono straniante e affascinante una melodia semplice e carezzevole.

Alla maniera di Todd Rundgren, il giovane compositore inglese predilige atmosfere scarne che siano capaci di mettere in evidenza le variabili della scrittura, come quando nel finale la bossa nova di “Sunny Sadness” si arrichisce di mille sfumature che vanno dal glam all’europop fino al finale quasi caraibico-reggae che scivola in un delizioso pop barocco strumentale.
L’esordio di Luke Saxton non è destinato a sollevare polveroni di consensi e il suo schietto e poco levigato lirismo suonerà poco accattivante ai più; posso assicurarvi, però, che qui si cela puro talento. Lasciatevi cullare dalla sua malinconia solare, e anche una giornata uggiosa vi sembrerà piena di poesia.

Tracklist

  1. Anything I Can Do 
  2. By The Bench 
  3. Song For Harry Nilsson 
  4. My Dear 
  5. Spring Is Here 
  6. A Little Man 
  7. Plans For The Treehouse 
  8. In Your Heart 
  9. Sunny Sadness

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