Ozy - Distant Present

2015 (Nothings66)
ambient dub

Islandese, Ornolfur “Ozy” Thorlacius con i gemelli “Tokei” (2002) e “Gray Area” (2002) emerge all’apice di minimal techno e Idm. Per anni poi il produttore sparisce dal mercato discografico, limitandosi soltanto a qualche comparsata in festival elettronici europei. Il ritorno con “Distant Present” lo catapulta (in ritardo) nel microcosmo del post-dubstep.

A mancare sono le giuste competenze. I pochi brani originali sono privi di scintilla, una “Glace” che rubacchia dai primi M83 più ambientali, l’inetta orologeria trip-hop di “Arcane” senza un briciolo della profondità di Andy Stott, un battito reggaeton sbozzato alla bell’e meglio con eventi sonici eterogenei in “Chrome-drip”.

Vincono ai punti le oscillazioni e i riverberi brumosi della breve “Scaphoid”, ma è una raccolta di mezze idee senza seguito. Remix di suo e altrui pugno tratti dal debutto “Tokei” (Laurel Halo, Miles Whittaker dei Demdike Stare, College Drop) e una bonus (“Atonement”) riempiono il minutaggio.

Tracklist

  1. Glace
  2. Arcane
  3. Gin And (Bi/T)onic (Reprise)
  4. Damar Club (Miles’ Method Remix)
  5. Clockage
  6. Scaphoid
  7. Dis-en-gaged  (Rework)
  8. Black To The Future (College Drop Remix)
  9. Verksmidja
  10. Chrome-drip
  11. Black To The Future (Laurel Halo Remix)

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