Ci sono voluti ben sette anni per aver finalmente tra le mani il seguito dell’
esordio di Josephine Lloyd-Wilson, cantante e compositrice britannica, autrice di una matura commistione di neoclassica, folk, elettronica e musica sperimentale. L’opera di Sephine Llo è un mosaico complesso e articolato, spesso volutamente incompleto, dove armonie eteree e dissonanti trovano
humus per avventurose ballate
goth-folk.
“Diamond Fall” è una fulgida raccolta di sette diamanti grezzi in attesa di catturare e riflettere la luce, un tracciato dove il primo tassello è un completo senso di smarrimento: sonorità elettroniche cercano un corpo organico e lirico definito, le armonie da sognanti diventano grevi e dolorose, voci e strumenti sono afflitti da lievi distorsioni, in bilico tra incubo o sogno (“All Time Low”).
Distogliere lo sguardo dall’oscurità è per Sephine Llo un primo passo, sottolineato da armonie ariose che cercano un improbabile e intenso dialogo con il minimalismo (“Face Your Heart Away”).
Ma è alla voce che l’autrice affida la rinascita, con melodie complesse ed elaborate, infettate da schegge sonore di chitarra elettrica, toni percussivi cupi e voci stregate (“Rome”), non senza emettere un ultimo grido (“Sei Solo”), che come un mantra si insinua tra note struggenti e tremuli di violino ed elettronica, senza evocare né gioia né dolore, una canzone che si evolve tra spazi sonori quasi liturgici, resi ancor più spirituali dall’evocante titolo italiano, che intercetta rumori e silenzi come l’ultimo respiro di un’anima morente.
Una valanga di sensazioni si dispiega nella pagina più soave del disco, ”Avalanche”, composizione tanto ricca quanto semplice: quattro minuti e quarantadue secondi nei quali accade di tutto, una mini-suite dove eteree orchestrazioni, pause e interludi di piano, canto ed enfasi strumentale elevano i toni verso sonorità goth-folk e barocche.
Il gioco di parole tra la sigla “Rest In Peace” e il titolo del penultimo brano “Rest With Me” offre la chiave di volta per il passaggio dal dolore alla resurrezione emotiva: poche parole si adagiano sulle multiformi trame del brano, l’autrice racconta l’anno di completo oblio artistico e personale, che ha fatto seguito alla morte del compagno e il lungo percorso di guarigione che ancora oggi non è del tutto compiuto, tutto questo senza ricorrere a figurazioni patetiche od oltremisura dolenti.
La fragilità della voce ed il passo austero della musica di Sephine Llo grondano di poesia e nostalgia. La suggestiva miscela di accordi colti, di disturbanti digressioni sonore, di oniriche melodie e graffi futuristici di “Deciduous Love” è un originale avant-folk che scava in quel solco tracciato da artisti come
Tori Amos e poi consegnato al
mainstream. Con “Diamond Fall” l’autrice prosegue indomita e fiera di una musicalità scomoda e irrequieta come un film di
David Lynch, per un disco che lascia decisamente il segno.