Una tipica domenica piovosa, una giornata da dedicare ai ricordi, la musica come luogo dove raccogliere emozioni e riflessioni. "Rainy Sunday Afternoon" è il diario più intimo e personale di Neil Hannon, un colto ed equilibrato racconto di uno degli autori più lucidi e coerenti del nostro tempo.
Il nuovo disco dei
Divine Comedy non è necessariamente l'ennesimo capolavoro, molti saranno pronti a considerarlo tale seppur con malcelata nostalgia, è però il più simile a una trasposizione letteraria e cinematografica delle tante metamorfosi del musicista nordirlandese, il più elegiaco ma anche il più oscuro, una versione hollywoodiana del mondo più segreto e romantico di Hannon.
Che gran parte delle canzoni siano brani residui o scartati dalla colonna sonora di "Wonka" (film del 2023 con Timothée Chalamet) non è un mistero, mentre i testi coprono un arco temporale più lungo, racconti conservati con cura nel cassetto in attesa di un progetto leggermente autobiografico. Grazie al successo del film e a una maggior disponibilità economica, Neil ha potuto stavolta permettersi di registrare l'album nei famosi Abbey Road Studios: dieci giorni di prove e altrettanti di registrazioni per un disco che rappresenta una nuova tappa nel percorso creativo dei Divine Comedy. Un'esperienza appagante che restituisce il musicista al ruolo di
crooner in stile primo
Scott Walker, emulo di
Burt Bacharach ma anche di John Barry, nonché affascinato dalle orchestrazioni
symphonic-pop alla
Electric Light Orchestra: ovvero come poter ottenere un effetto grande orchestra in piccoli spazi e con pochi elementi strumentali.
Con un ricco parterre di idee e soluzioni d'arrangiamento, "Rainy Sunday Afternoon" è un disco che spazza via l'eccessiva allegria e l'eclettismo di "
Office Politics", per una narrazione coerente. Solo il brio
easy-pop-jazz alla
Randy Newman della
title track brama una leggerezza più radio-friendly, mentre le frivolezze di "All The Pretty Lights" pagano ancora un tributo alla recente esperienza di Hannon come compositore per colonne sonore. Quel che è salvo è il consueto tasso di romanticismo, anche se ombre e inquietudini prendono spesso il sopravvento, tra incursioni nel
glam-rock più teatrale ed eccentrico ("Down The Rabbit Hole") e un atipico tango a tempo di
drum-machine che sposta ulteriormente l'orologio negli anni 50 e
60 ("Mar-a-Lago By The Sea").
L'album si colloca idealmente tra la grandeur orchestrale di "A Short Album About Love" e la coesione organica di "Regeneration", rafforzando così l'influenza del sesto uomo Nigel Godrich. Ed è proprio sulle orme dell'appena citato "Regeneration" che si sviluppa una delle riflessioni più accorate dell'album, "The Heart Is A Lonely Hunter", dove Neil svela gioie e dolori della continua ricerca della felicità.
Hannon affida al trittico iniziale i testi più raffinati e intimi dell'album, a partire dal singolo "Achilles", un brano che prende spunto dal drammatico destino del poeta Patrick Shawn-Stewart e dagli orrori della prima guerra mondiale, ed è ancora la morte l'elemento narrativo di "The Last Time I Saw The Old Man" (immaginate il primo Scott Walker con l'orchestra di John Barry). Questa volta il soggetto del racconto è il padre morto dopo aver sofferto di Alzheimer, la melodia è splendida, toccante.
Spetta quindi a "The Man Who Turned Into A Chair" spazzare via la malinconia con un'atmosfera
bohémienne, un pizzico di ironia e un racconto di familiare quotidianità (un litigio con la moglie). Ma bastano poche note di "I Want You" per realizzare che questa volta Neil Hannon non ha paura di mettere a nudo le proprie emozioni, a costo di apparire perfino sdolcinato, trappola che evita accuratamente con una scrittura musicalmente erudita e una costante attenzione al dettaglio ("Can't Let Go").
L'album di famiglia (padre, moglie e amici) si conclude con la presenza della figlia di Neil nell'ultimo brano del disco, "Invisible Thread", un'altra elegante pagina di un disco che restituisce i Divine Comedy in piena forma, ma consapevoli che è tempo di volgere lo sguardo a nuovi traguardi. "Rainy Sunday Afternoon" è solo il primo passo.