Offthesky, alias dello statunitense Jason Corder, rilegge il notturno chopiniano in chiave ambient con "Nocturnas", uscito per Laaps, la stessa etichetta che ha accolto personalità come Foresteppe, Federico Durand e Taylor Deupree. Registrato tra la Tailandia e il Colorado, il disco trae ispirazione dai film di Georges Méliès, dai metodi onirici di Salvador Dalí e da "L'interpretazione dei sogni" di Freud: un concept delicato che evoca la solitudine delle ore più buie, smarrite tra pensieri interiori.
Le tecniche adottate ripercorrono fedelmente l'immaginario ambient più opaco: accordi evanescenti e campionamenti in reverse, che dissolvono il transiente iniziale trasformando un suono netto in un fluire senza gravità. Loop esili di carillon sospesi e tenui field recordings elaborati con software generativi costruiscono un universo pensato per chi ama perdersi nei sogni. Ma la notte sa farsi anche inquietudine: lo mostra "Oneiric", al limite con incursioni elettroacustiche e crepitii che fluttuano tra droni e sibili dark ambient, con le voci di Rin Howell a fare da filo conduttore.
Sbavature non se ne trovano, così come non emergono colpi di scena. "Nocturnas" si presenta come un itinerario fragile ai limiti della timidezza, tra piccoli crepitii e lievissime nenie vocali che si amalgamano in un continuum da cui è arduo isolare momenti salienti. Corder, con oltre vent'anni di carriera e una quarantina di pubblicazioni alle spalle, sa calibrare ogni sfumatura al millesimo: dieci quadri compatti, nell'ordine di quaranta minuti, che scorrono senza scosse e con il calore di una stanza familiare.