Rafael Toral - Traveling Light

2025 (Drag City)
ambient, chamber-jazz, drone
Da sempre poco avvezzo alla luce dei riflettori dei media, il chitarrista portoghese Rafael Toral si è trovato a essere protagonista del rilancio dell’etichetta di Jim O’Rouke, Moikai, grazie alla pubblicazione dell’album “Spectral Evolution”, un progetto con il quale il musicista ha oltrepassato il limite tra jazz e ambient con una serie di stratificazioni sonore dove rarefazione e melodia hanno sperimentato un nuovo punto di sintesi. L’elegante e originale varietà di contrasti e sfumature tra ambient-drone chitarristici e delizie acustiche di Rafael Toral è una delle più lussuose e fragranti degli ultimi anni: risonanze elettroniche, suoni di theremin, canti d’uccelli, oscillazioni strumentali e richiami alla tradizione jazz sono gli elementi che hanno caratterizzato uno degli album più emblematici del 2024.

Con “Traveling Light” l’autore entra nel catalogo Drag City ed espande il raggio d’azione della sua particolare sinossi creativa, ritoccando alcuni standard jazz e donandogli nuova vita, mettendo al servizio di brani iconici una lunga storia di sperimentazione e di profonda conoscenza dei meccanismi più ancestrali della musica moderna.
Toral si è contraddistinto anche per la messa a punto di strumenti artigianali che rendono ancor più intriganti le evanescenti e glaciali riletture di classici come “My Funny Valentine”, qui il musicista dilata la melodia fino a renderla irriconoscibile, astratta, le tastiere si impossessano del corpo armonico fino a renderlo ciclico, immobile, appena turbato da un flusso sonoro simile alle onde che si infrangono sulla spiaggia dopo una tempesta, per poi affidare alla chitarra il ripristino di quegli elementi essenziali e familiari del brano di Rodgers & Hart.

Già dalle prime note di “Easy Living” è evidente che il musicista portoghese utilizza canoni compositivi noti per un’atipica forma di drone-music che si nutre di accordi dal forte impatto emotivo. Le languide note di “Solitude” sono esemplari della capacità di Toral di iniettare nelle sue stranianti sonorità elettroniche, spesso frutto di strumenti autocostruiti, un brivido soul e gospel che stravolge il tessuto ambient alla Brian Eno.
Questa percezione è ancor più vivida nella rilettura di “Body & Soul” dove l’affascinante suono del theremin intercetta il sax di Rodrigo Amado, in un duello simbolico dove ogni nota sembra anticipare variazioni semantiche, per poi restare sospesa in un incantevole momento di meditazione spirituale.
E’ il flicorno, invece, lo strumento protagonista, insieme al mellotron, della spoglia ma intensa versione di “You Don’t Know What Love Is”, il brano forse più immediatamente riconoscibile del progetto.

Al classico di Billie Holiday “God Bless The Child” è affidata la chiusura dell’album: sonorità distorte e un pizzico di romanticismo, instillato dal suono di un flauto, viaggiano in sincrono, alzando leggermente la tensione e nello stesso tempo completando la trasfigurazione onirica di un patrimonio artistico che Toral esplora con animo innovativo e che nella sua apparente normalizzazione, rispetto al passato più sperimentale, resta comunque atipico e stimolante più di molta musica avantgarde contemporanea.
Se ancora non avete incrociato il genio di Rafael Toral, “Traveling Light” è l’album perfetto per apprezzarne l’estro creativo, e difficilmente resisterete alla tentazione di ripercorrerne la storia e la produzione discografica.


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