Dopo un imperdibile 12” per la seriosa Table Of The Elements (“Face To Face On High Places”), un seducente 7” prodotto da Robin Guthrie per la
label that celebrates itself Sonic Cathedral (“My Cabal”) e un ipervitaminico Ep diviso con
Prefuse73 per la Warp (“The Class Of 73 Bells”) i tre School Of Seven Bells - le due gemelline degli On!Air!Library! Alejandra e Claudia Deheza, con Benjamin Curtis dei Secret Machines - tagliano il traguardo dell'album d'esordio affidandosi alla controversa Ghostly International.
La loro musica non è collocabile facilmente in una categoria ben definita: al contrario sembra aromatizzata con mille sapori, spaziando dal pop retrofuturista di
Stereolab e
Broadcast allo shoegaze dei nipotini dei
My Blood Valentine, dalla
new wave cupa e ballabile dei primi
New Order alla techno berlinese di
Ellen Allien e
Apparat.
Ingredienti spesso fusi assieme nella stessa canzone, come accade nel caso della nenia
elettro di “Chain”, dove la band sembra sovrapporre alla carica ipnotica dei
Kraftwerk la forza dei
New Order. Effetto analogo su “Sempiternal/Amaranth”, dove a essere amalgamati sembrano questa volta le basi al silicio della Bpitch con le armonie asimmetriche della prima Too Pure.
Innegabile il peso della melodia su tutte le canzoni dell'album. Merito soprattutto delle seducenti voci delle sorelle Deheza, sempre a loro agio nell'armonizzare melodie zuccherose su basi che sembrano nate per rimanere incollate alle loro voci.