Magnus Nielsen è di Oslo e lavora in un cimitero. Ma non lo direste: niente della sua musica radiosa lo lascia supporre. Non i suoi rigogliosi temi folk (più anglosassoni che scandinavi), né i continui accenni canterburiani e prog; nemmeno il gusto fai-da-te e quel tocco di malinconia indie-pop che la riambientano immancabilmente nei giorni nostri.
Del progetto Magnus Moriarty™, Nielsen è l'anima principale: scrive i pezzi, canta, arrangia e suona metà degli strumenti esistenti al mondo. All'altra metà provvede Marius Ergo, formalmente solo "addetto al missaggio", ma in pratica co-responsabile di ogni aspetto esecutivo.
In "Kodachromerockopera", sesto album a nome Magnus Moriarty™ (se riuscite a reperire i precedenti fatemi un fischio!), i due si dividono così tra chitarre, bouzouki, tastiere vintage e non, elettronica scassata, glockenspiel e percussioni varie: quel che ottengono è un suono sì ricco ed evocativo, ma anche un po' scalcagnato.
Sarà forse la necessità di arrangiarsi coi mezzi a disposizione a determinare questo contrasto tra rustichezza casalinga e grandeur medievaleggiante; i brani dimostrano però di gradire, e sguazzano amabilmente nel clima in bilico tra retrofuturismo, folclore e antiquatezza bella e buona. Anche i testi contribuiscono al gioco, mischiando schemi tradizionali e riferimenti moderni: paradigmatiche in questo senso "KnightsCryRocketTears", che fin dal titolo combina cavalleresco e retrò fantascientifico, e "Forever in Circles", l'autunno visto con gli occhi dell'era spaziale.
"She Lingers in the Grandest of Fields" è una folk ballad delle più classiche, con narrazioni basate sul ciclo delle stagioni e il matrimonio, salvo tornare all'attualità col ritornello corale "Have you been spending time on your own/ Spending too much time on your own/ Talking to no one on your cellular phone". Non fosse in effetti per l'aria amena e sonnacchiosa (che fa molto Caravan, Gorky's Zygotic Mynci, e in ogni caso Gran Bretagna), il tripudio di ricami strumentali, backing vocals e speranzosa malinconia in molte tracce farebbe pensare alle band più progressive del nuovo panorama corale fiorito negli ultimi anni nei paesi più a nord del globo.
Magnus Moriarty™ è un duo che si spaccia per singolo, sembra inglese ma è norvegese, gioca ai Pentangle ma parla di rocketeer e chincaglierie steampunk; insomma, è un'incognita. Ma una cosa è chiarissima: "Kodachromerockopera" è una delle migliori sorprese degli ultimi tempi.