Con "Värähtelijä", gli Oranssi Pazuzu confezionano probabilmente il loro disco più rigoroso in quella zona di confine dove il
black-metal incontra sonorità
spacedeliche. Con un
sound ancora più curato e architetture meglio congegnate, per quanto non necessariamente più creative rispetto a quanto prodotto in passato (si pensi soprattutto all'esordio "Muukalainen Puhuu", per cui qualcuno parlò di una "versione hippy degli
Aluk Todolo"), la band finlandese mette sul piatto un robustissimo
trip sonoro di scarsi settanta minuti, in cui assistiamo alla declinazione di un
sound avvolgente e visionario, capace di tramortire mentre agisce sugli strati più profondi della psiche.
Il biglietto da visita, "Saturaatio", propulso da un
riff stoner-doom, è fatto di atmosfere dilatate che, lungo perimetri ritmici in 5/4, incrociano
wah-wah su di giri, lampi
dark e tornado cosmici. Che le cose non siano destinate alla tranquilla riproposizione di un cliché, lo conferma subito dopo la liturgia del male "Lahja", il cui tribalismo sciamanico si colora di trame surreali grazie a un vibrafono che minimalisticamente riecheggia sullo sfondo. Fumi misterici li ritroveremo anche in coda, nei dieci minuti di "Valveavaruus", che chiama a raccolta arpeggi orientaleggianti e si scioglie in progressione marziale.
Ricercando, oltre al tormento, anche l'estasi, in "Värähtelijä" la band stordisce i
Pink Floyd a suon di kraut-rock inacidito, veleggiando verso la baia di un dolce incubo. Con la doppietta "Hypnotisoitu Viharukous" - "Vasemman Käden Hierarkia" (quest'ultima, di oltre diciassette minuti) entriamo, invece, in pieno territorio
sci-fi. Se la prima lancia nel frullatore
Chrome e
Nachtmystium, senza precauzione alcuna, la seconda (uno degli affreschi più potenti della loro carriera) è un
kammerspiel mutante che ci proietta nel bel mezzo di un universo in via di formazione, tra rovinose accelerazioni, scarti strumentali e fluttuazioni siderali. Un effetto ottundente lo ottiene, invece, "Havuluu", con un
riff ripetuto a oltranza e la furia luciferina del black-metal.
Oscuro, denso, visionario e sferzante, "Värähtelijä" finisce direttamente tra i migliori dischi dell'anno.