L'amicizia ai tempi dei social. E' il centro di gravità permanente di “Sharing Secret”. Un album che è anche il diario di bordo delle esperienze condivise da Himera - moniker di Daniil Masterov, producer lettone di base ad Amsterdam - negli ultimi due anni o forse più. Amicizie di un giorno, incontri che aprono mondi sconosciuti e altrove si espandono, tra fotogrammi, stories, messaggini. Ma soprattutto videogame. E poi tanta, tantissima bubblegam bass declinata a seconda delle sensazioni vissute, in una trottola di raggi laser, ritmi computerizzati, tastierine pazze.
Tra le mani di Masterov c’è un sacco pieno di coriandoli da lanciare in studio e da offrire di volta in volta ai diversi ospiti. A cominciare da Hannah Diamond in “Kiss”, hyper-ballad con refrain alternato tra un lampo gamma e una cascatina di suoni electro. Ci sono poi il londinese Tohji, al microfono in “Taco”, secondo episodio cantato del lotto, e la giapponese Lynn Rin Suemitsu, aka Golin, che spunta in punta di piedi nella cibernetica “Pose!”.
La vocina alienata della canadese Petal Supply anima invece il ritornello di “You Make It Look So Easy (S.M.I.L.E.Y)”, la traccia più epica di tutte, quantomeno stando al crescendo sciorinato a mezza via. Infine il newyorkese Aidan Penn Peterson, in arte Instupendo, chiamato in causa nella fluttuante “Fain”.
Le parti strumentali di “Sharing Secret” mostrano al contrario il lato più imprendibile di Himera. La passione sfrenata per i videogiochi d'annata come fonte di tutto è oltretutto chiara, come lo stesso Masterov dichiara in un’intervista rilasciata ad Aqnb: “Penso che la parte più da videogame dell'album sia nata quando sono tornato in Lettonia lo scorso Natale e ho trovato in giro un sacco di miei vecchi giochi e console. Ricordo di aver riprodotto per la prima volta dopo anni alcune cartucce bootleg sul mio Gameboy. Gli effetti sonori e la grafica grezza erano così divertenti che ho aggiunto quel tipo di suoni sciocchi ad alcuni angoli del disco. Poiché alcune tracce hanno dietro delle storie intime e vulnerabili, ho voluto mantenere il sound quanto più spensierato”.
In “Umbrella”, Himera dà addirittura vita a una marcetta natalizia che finisce per dissolversi nell’immancabile girandola di tasti suonati apparentemente fuori controllo. Mentre “Today I Opened My Eyes” segnala la vicinanza ai riferimenti più ovvi, su tutti A.G. Cook, la stessa Hannah Diamond o l’indimenticabile SOPHIE.
Tuttavia, la valanga di singoli rilasciati negli ultimi quattro anni indicano una presenza sulla “scena” anzitempo di Daniil Masterov. E lo suggerisce pure la sinergia creativa condivisa con il co-fondatore di Unseelie, Dasychira.
“Sharing Secret” è nel complesso un'opera in buona parte riuscita. E che potrebbe far breccia anche nei tanti(ssimi) ascoltatori “profani” di un genere fin dal primo battito giudicato qua e là "troppo" a sé stante. Insomma mai dire mai…