Con centinaia di nuove uscite ogni settimana, diventa esempre più difficile decidere cosa ascoltare e cosa invece sacrificare.
Questa nuova rubrica di OndaRock vi accompagnerà ogni giovedì con lo scopo di aiutarvi a scegliere quali onde cavalcare nel mare di dischi in uscita il giorno dopo.

Meshell Ndegeocello – Synonym (soul, jazz, funk, rock, hip-hop, and beyond) – Nuovo album di cover per Blue Note ricco di colllaborazioni per la straordinaria bassista Meshell in compagnia Cynthia Erivo, Chaka Khan, Cat Power, Robert Glasper, Brandi Carlile, Lianne La Havas, Moses Sumney, WILLOW, ANOHINI, Chris Thile, Bill Callahan, Laura Lee (Khruangbin), Emily King, Lizz Wright, Madison Cunningham.
Emily A. Sprague – Cyano (Synth-pop) – Il nuovo album solista della frontman dei Florist. Una meditazione trasognata sull’inconscio, l’ecologia e la vita in un mondo lontano i cui abitanti provano a ricostruire la capacità di esprimere le proprie emozioni.
KONTRAVOID – Sound Of The Void (Ebm) – Il nuovo album del progetto di Cameron Findlay, passato di recente in Italia di supporto agli A Place To Bury Strangers. Ancora pulsazioni elettroniche, tra sonorità Ebm e synth che invitano a ballare nell’oscurità.
Vanishing Twin – Archives (Neo-Psychedelia, Indietronica) – Un archivio non è un magazzino: è un grimorio. Cathy Lucas e i suoi adepti londinesi (ora divisi tra la campagna francese e Londra) ne estraggono reperti che non appartengono a nessuna linea temporale riconoscibile. Kosmische, exotica, library music, jazz psichedelico: non strumenti, ma antenne. La voce di Lucas trasmigra, dissolve l’ego in un terzo essere sonoro. Archives è una seduta spiritica con il futuro, un rituale per chi sa che la musica è una tecnologia della trance.
Johnny Marr – The Age Of Everything (britpop, jingle jangle) – Il quinto album solista del leggendario chitarrista degli Smiths si preannuncia come una riflessione su questi tempi bui, ad illuminarli ci penseranno le sue inimitabili tessiture di chitarre.
The Album Leaf – A Body Of Voices (post-rock, ambient) – L’inarrestabile Jimmy LaValle pubblica il nuovo album in studio del progetto The Album Leaf grazie alla produzione di Eastern Glow e Nettwerk. Ben nove su undici le tracce con ospiti: Twin Shadow, Aisha Badru, Black Mountain, Spencer Zahn, Raphaelle Standell, Nicole Miglis, Maiah Manser, Motherboard, Aeletan.
Susanne Sundfør – Revelations of Divine Love (art pop, folk) – Non si preannuncia come un disco facile il nuovo lavoro della chanteuse norvegese, che per questa uscita su Bella Union ricca di recital, parti strumentali per organo, si è ispirata alle parole della mistica medievale inglese Giuliana di Norwich.
Fat Dog – Cancel Me (I Am Tired) (dance punk, new rave) – Con un titolo del genere il secondo disco della band londinese si preannuncia a dir poco irriverente, ma a giudicare dai singoli anche l’apparato strumentale sembra sfacciato e scalmanato. Potrebbe rivelarsi uno dei dischi più divertenti dell’anno.
Dead Poet Society – Monarch (alternative rock, post-grunge) – Tempo di terzo disco per la band di Boston che a botte di distorioni, scorribande sulle tastiere fretless e ritornelli potenti si è guadagnata accostamenti a nomi pesanti come Muse e Nothing But Thieves. Per loro, il rock per le masse è ancora possibile.
Cosmo Sheldrake – Digger (folktronica, soundtrack) – Per la colonna sonora della sua dark comedy dall’uscita imminente, il regista messicano Alejandro González Iñárritu (Birdman, Revenant, Bardo) ha scelto un nome decisamente alieno allo showbiz hollywoodiano. Già apprezzato per le musiche della serie Tv “Galapagos“, lo stralunato artista britannico porta ora la sua eclettica miscela di canti d’uccelli, suonicchi elettronici e partiture cameristiche in una produzione cinematografica da centinaia di milioni. Sfida vincente o sell-out? I fan attendono al varco.
Bonus Italia
Amari – Finta di niente (alt-pop) – Era davvero tanto tempo che non si sentiva parlare della band friulana, che per questo ritorno discografico su La Tempesta Dischi promette nuovi colori e sfumature elettroniche del suo pop ironico e generazionale.
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