Quando David Bowie soffiò il chitarrista a Frank Zappa

29-04-2026

Un episodio curioso, da annoverare tra gli “sgarbi” più divertenti della storia del rock. Nel febbraio del 1978, nel pieno della stagione europea del "Sheik Yerbouti Tour", si consuma a Berlino uno cippo musicale in piena regola. Il protagonista involontario è Adrian Belew, allora giovane chitarrista nella formazione di Frank Zappa e destinato a un futuro radioso soprattutto nelle file dei King Crimson, nelle cui varie incarnazioni tra il 1981 e il 2009, ricoprirà il ruolo di voce solista e chitarrista.
Tutto nasce a Colonia, il 14 febbraio 1978. Tra il pubblico che assiste al concerto di Zappa c’è nientedimento che il “non musicista” Brian Eno, all’epoca attivamente al fianco di David Bowie nella celebre trilogia berlinese. Colpito dal modo di suonare funambolico di Belew, Eno segnala immediatamente il chitarrista al Duca Bianco, che in quel periodo sta assemblando la band per l’"Isolar Tour II", che scaturirà proprio da una fortunata combinazione tra la squadra vincente dei dischi berlinesi e alcuni dei nuovi musicisti ingaggiati per l’occasione.

Il giorno successivo, a Berlino, le traiettorie si incrociano. È lo stesso Belew a ricostruire la scena: “Ci fu una parte dello spettacolo in cui Frank fece un lungo assolo di chitarra e la maggior parte dei membri della band, me compreso, lasciò il palco per qualche minuto. Mentre camminavo verso il retro del palco, guardai il mixer e ci vidi, lì in piedi, David Bowie e Iggy Pop. Non potevo crederci!”.Da lì in poi gli eventi accelerano rapidamente: “Mi avvicinai a David Bowie, gli strinsi la mano e dissi: ‘Amo ciò che hai fatto, grazie per tutta la musica’. E lui mi replicò: ‘Fantastico, ti piacerebbe venire nella mia band?’”.
L’offerta disorienta lo stesso Belew, spiazzato ma attratto dalla possibilità di intraprendere un nuovo affascinante percorso professionale: “Feci un cenno verso Frank e risposi: ‘Beh, starei suonando con lui’”, racconta ancora il chitarrista. Ma Bowie, con aplomb britannico, non si scompone e gli risponde: “Sì, lo so, ma quando finisce il tour di Frank due settimane dopo inizia il mio. Ne parliamo a cena?”.

Da lì in poi, il racconto assume contorni quasi cinematografici: “David disse che mi avrebbe incontrato al nostro hotel e quando ci tornai lui e la sua assistente Coco Schwab erano seduti su un divano nella hall. Mentre gli passavo davanti mi sussurrarono: ‘Entra nell’ascensore, sali in camera tua, torna giù tra qualche minuto, ci vediamo fuori. Abbiamo una macchina che aspetta’. Sembrava di essere in un film di spionaggio”. Dentro la limousine nera, si accende subito la conversazione sul tour imminente: “David – rivela ancora Belew - si lanciò immediatamente nei piani per il suo prossimo tour, le canzoni che avremmo suonato, la messa in scena e così via, e quanto amava il mio modo di suonare la chitarra! Era davvero emozionante!”.
Tutto scorre liscio fino all’arrivo al ristorante. “Arrivammo nel locale chi c’era seduto al primissimo tavolo se non Frank Zappa e il resto della band!”. È qui che la vicenda prende la piega più nota e surreale. Bowie prova a mantenere un tono cordiale: “Hai un chitarrista molto bravo, Frank”. Ma la risposta di Zappa è lapidaria e destinata a diventare leggendaria: “Vaffanculo Capitano Tom”. Un riferimento diretto al Major Tom di "Space Oddity", ironicamente "retrocesso" di grado. Bowie tenta di ricucire: “Oh andiamo Frank, sicuramente possiamo essere più gentiluomini di così”. Ma Zappa gli ripete: “Vaffanculo Capitano Tom”.
Tra i due contendenti, Belew resta spettatore immobile e imbarazzato: “A questo punto ero paralizzato… Io, David e Coco ci alzammo uscimmo dalla porta”. E, una volta risaliti in macchina, la conclusione di Bowie è perfettamente in linea con la sua eleganza britannica: “Penso che sia andata piuttosto bene!”.

Il giorno seguente, almeno formalmente, la questione si sistemerà: Zappa concederà a Belew l’opportunità di accettare l’offerta e di unirsi al tour di Bowie. Le tensioni, però, non si dissolveranno del tutto. Durante un concerto successivo, Zappa modificherà i versi di "Yo Mama" con una stoccata sarcastica: “Maybe you should stay with your David; He can do your laundry and cook for you” (“Probabilmente dovresti stare con il tuo David; Lui può farti il bucato e cucinare per te”).
Ma per Belew, quella deviazione di percorso si rivelerà decisiva: l’ingresso nella band di Bowie (Carlos Alomar alla chitarra, George Murray al basso, Dennis Davis alla batteria, Sean Mayes al piano, Roger Powell al synth, Simon House al violino) e la partecipazione a "Lodger" sotto la regia del produttore Tony Visconti, poi l’approdo alla corte dei King Crimson di Robert Fripp – anch’egli all’opera con Bowie nel periodo berlinese (sua la chitarra in “Heroes”) e una carriera che lo porterà a collaborare con Talking Heads e molti altri. Belew parteciperà anche al Sound+Vision Tour del 1990 di Bowie in veste di direttore musicale e chitarrista solista, ma non collaborerà mai più con Frank Zappa, il quale, con ogni probabilità, se l’era legata al dito.

A distanza di anni, quando Frank Zappa e David Bowie ci avranno lasciato, Adrian Belew tornerà a raccontare la vicenda con leggerezza, quasi come una gag, pubblicando una vignetta che ritrae i due contendenti seduti su una nuvola, il primo che chiede “Sei ancora arrabbiato?” e il secondo che replica, immutabile: “Vaffanculo, Capitano Tom”. Un episodio tramandato con la giusta ironia da chi, in quella notte berlinese, si trovò esattamente al centro della scena.

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