Come David Bowie si prese cura del figlio di Marc Bolan dopo la sua morte

11-02-2026

Una Mini viola che si schianta contro un albero in Queen’s Ride, a Barnes, nel sud-ovest di Londra. È il 16 settembre 1977 e si chiude con questa tragica immagine la cavalcata del Cigno Bianco del glam-rock. Marc Bolan, il ragazzo d'oro dei T. Rex, autore di hit già immortali come "Get It On", "20th Century Boy", “Cosmic Dancer” e “Children Of The Revolution”, si spegne a soli 29 anni. La compagna Gloria Jones, che era alla guida della Mini 1275 GT, sopravvive riportando gravi ferite. Il loro figlio Rolan, 2 anni, quella sera è rimasto a casa dei nonni: una circostanza che gli salva la vita.
La scomparsa di Bolan getta nella disperazione tutti i “dudes”, gli adepti di quella rivoluzione glamour che aveva trasformato le adunate eco-pacifiste dei loro cugini hippie in uno sfrenato festival in multicolor, fra travestitismo e libertà sessuale, in un profluvio di lustrini e paillettes, piume e rimmel, stivali e tutine spaziali.


Ma alla tragedia si aggiunge un problema giuridico dai risvolti tristemente concreti. Bolan è ancora legalmente sposato con la prima moglie, June Child. Il testamento risale al 1973, precedente alla nascita di Rolan. Le pratiche per tutelare la nuova famiglia non sono state completate. In base alla normativa britannica dell’epoca, quindi, Gloria Jones e il figlio non hanno diritto immediato al patrimonio.
Nel giro di poche settimane, la situazione economica precipita. Rolan racconterà anni dopo che la madre - ex-regina del Northern soul con “Tainted Love”, la canzone che, grazie alla cover synth-pop dei Soft Cell nel 1981 ha attraversato le generazioni - passò da uno stile di vita agiato a una condizione di forte precarietà, trasferendosi a Los Angeles e affrontando serie difficoltà. Ma nessuno sembra accorgersene...

Marc Bolan con Gloria Jones e il figlio Rolan


Tra le persone presenti al funerale di Marc Bolan, quel triste martedì 20 settembre 1977, presso il Golders Green Crematorium nel nord di Londra, c’è anche David Bowie. I due erano stati fianco a fianco appena nove giorni prima, nello show televisivo “Marc” condotto dallo stesso Bolan. Il loro rapporto, fatto di amicizia, rivalità creativa e stima reciproca, era proprio uno degli assi portanti della stagione glam. “Sono devastato”, confida l'ex-Ziggy Stardust. “Posso solo dire che Marc era il migliore”.
Bowie è anche il padrino di Rolan. E decide di assumere quel ruolo in senso pieno. Senza annunci, inizia a sostenere economicamente la famiglia: paga le rette della scuola privata di Rolan, contribuisce alle spese quotidiane e mantiene anche un contatto telefonico costante. Secondo il racconto dello stesso Rolan, le conversazioni si chiudevano sempre con la stessa frase: "Non esitare a dirmi se c’è qualcosa che posso fare". Quando Gloria provava a ringraziarlo, Bowie ridimensionava il gesto: lo considerava un dovere verso la famiglia di un amico.

Questo sostegno proseguirà per diciassette anni. Solo nel 1994, con la morte di June Child e il conseguente accesso di Rolan all’eredità paterna, Bowie si farà da parte. Ma l’artista inglese non racconterà mai pubblicamente questa storia, scegliendo sempre di mantenere una discrezione assoluta.
Nel frattempo, Rolan diventerà a sua volta musicista e artista, portando con sé una doppia eredità: quella biologica di Bolan e quella morale di un padrino che gli garantì stabilità in un momento critico.
Sarà solo in occasione della morte di Bowie, nel 2016, che Rolan Bolan rivelerà questa storia, scrivendo anche un tributo particolare a David: "Grazie per esserci sempre stato, nel bene e nel male. Sei stato un vero amico per mio padre e per me". Rolan commenterà così il sostegno del Duca Bianco: “La generosità di David ci aiutò a sopravvivere… Non si trattò solo dell’aiuto finanziario. Si tenne regolarmente in contatto telefonico con noi, ci fu sempre vicino”.

Oggi l’albero di Barnes contro cui si schiantò l’auto di Marc Bolan è un luogo di memoria e di pellegrinaggio dei fan, coperto di fiori e messaggi. È il simbolo pubblico di una perdita che ha segnato un’epoca. Ma dietro quella tragedia, si nasconde la storia di un grande gesto di solidarietà, passato inosservato nell’epoca in cui non c’era bisogno della convalida dei social network per le proprie nobili azioni.

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