The Charisma Years 1970-1978

29-04-2026
Van Der Graaf Generator
"The Charisma Years 1970-1978"

(17Cd+3Blu-ray Virgin, 2021)

Pionieri musicali, compositori audaci e visionari, i Van Der Graaf Generator sono considerati, a ragione, tra i massimi esponenti del progressive rock. Nacquero durante la seconda metà degli anni Sessanta da un'idea di Peter Hammill, studente di scienze all'università di arti liberali di Manchester.

Le origini del gruppo possono essere già tracciate verso la fine del '67, quando Hammill, voce e chitarra, e l'amico Chris Judge Smith, voce, incominciarono a esibirsi dal vivo proponendo interpretazioni personali di standard blues e jazz. Scopertisi entrambi compositori, decisero presto di concentrarsi esclusivamente sul proprio materiale. Dopo pochi mesi furono raggiunti dall'organista Nick Pearne e, a questo punto, al trio mancò soltanto un nome con il quale presentarsi al pubblico. Dopo aver scartato idee bizzarre come "Shrieking Plasma Exudation" e "Zeiss Manifold", sopravvenne il moniker definitivo che li avrebbe consegnati alla storia: Van Der Graaf Generator, in omaggio al fisico, inventore e accademico statunitense Robert J. Van de Graaf, che ideò uno strumento per creare energia statica.
Tale line-up ebbe vita breve ma sufficiente per incidere un demo, realizzato rudimentalmente con l'impiego di amplificatori per chitarra ricavati da rumorosi elettrodomestici, e suonare dal vivo una sola volta all'Università di Manchester nel febbraio del '68. Lo stesso Hammill ricorda che, in quell'occasione, il trio fu cacciato dal palco a bottigliate da alcuni studenti di medicina.

Perso per strada Pearne, Hammill e Smith tornarono a esibirsi in duo. Dopo alcuni show in piccoli locali di Manchester, si unì a loro Hugh Banton, organista dotato e innovativo. Fu in quei mesi che Lou Reizner, direttore della Mercury Records di Londra, entrò in possesso di una copia del loro demo e, intuendone il potenziale, offrì un contratto alla band. Hammill, ancora molto giovane e ingenuo, firmò l'accordo senza nemmeno leggerne le clausole ed ebbe modo di pentirsene in poco tempo.
Il trio trascorse l'estate del '68 a comporre e provare nuovo materiale da immortalare in una sessione di registrazione ai Chappell Studios di Bond Street, a Londra, al fine di sottoporlo a Reizner. Questi non rimase impressionato dal lavoro svolto da Hammill, Smith e Banton e scartò la proposta.

I tre giovani musicisti decisero tuttavia di non arrendersi e, poco tempo dopo, scelsero addirittura di reclutare nuovi elementi e affidarsi a un vero e proprio manager (Tony Stratton-Smith). A Hammill, Smith e Banton si aggiunsero Keith Ellis al basso e Guy Evans alla batteria. Il quintetto diede alle stampe il primo 45, "People You Were Going To/Firebrand" (1969), distribuito negli Stati Uniti da Tetragrammaton e nel Regno Unito da Polydor. Il singolo fu tuttavia ritirato dal commercio nel giro di pochi giorni, in quanto la pubblicazione con tali etichette violava l'accordo siglato in precedenza con Mercury. Nel frattempo Smith presentò le dimissioni. Nonostante tutto, la band acquisì un discreto seguito grazie alle numerose esibizioni all'interno del circuito universitario britannico, molte delle quali in supporto a celebri formazioni come Pink Floyd e Moody Blues. John Peel si accorse di loro e li invitò a una sessione di registrazione per la prestigiosa trasmissione Top Gear. Gli scarsi guadagni, il disamoramento per lo show business, unitamente al furto del van e della strumentazione subìto a Londra, spinsero però il gruppo a sciogliersi ufficialmente il 10 maggio 1969, dopo un'apparizione al Pop and Blues Festival di Nottingham.

Hammill si esibì dal vivo in un paio di occasioni, prima di recarsi ai Trident Studios di Londra per incidere un nuovo set di canzoni inedite. Con il supporto di Banton, Ellis e Evans prese forma quello che sarebbe diventato il primo Lp dei Van Der Graaf Generator, "The Aerosol Grey Machine" (1969), assente dal cofanetto di cui parleremo a breve. L'album, non particolarmente brillante, sarebbe dovuto uscire a nome del solo Hammill, ma Stratton-Smith riuscì a raggiungere un accordo con Mercury in base al quale l'etichetta avrebbe svincolato il leader dagli accordi pregressi se il nuovo lavoro fosse stato pubblicato a nome dell'intera band.
La sigla Van Der Graaf Generator fu dunque ripristinata appena prima che l'album d'esordio venisse pubblicato in America (per ragioni discografiche fu distribuito nel Regno Unito soltanto negli anni Settanta). Keith Ellis fu sostituito al basso da Nic Potter e al gruppo si aggiunse David Jackson (cantante, sassofonista e flautista): fu questa la formazione definitiva che venne scritturata dall'etichetta Charisma e che diede origine allo straordinario opus contenuto nel presente box.

"The Charisma Years 1970-1978", pubblicato il 3 settembre 2021, contiene ben 17 cd e 3 Blu-ray contemplanti il lavoro svolto tra il dicembre 1969 e il luglio 1978. Annovera versioni rimasterizzate apposta per l'occasione di "The Least We Can Do Is Wave To Each Other" (1970), "H To He Who Am The Only One" (1970), "Pawn Hearts" (1971), "Godbluff" (1975), "Still Life" (1976), "World Record" (1976), "The Quiet Zone/The Pleasure Dome" (1977) e del doppio live "Vital" (1978), così come il concerto inedito di Parigi del 1976, tutte le Bbc Sessions registrate tra il 1970 e il 1977 e un numero considerevole di studio outtake. In aggiunta a tutto ciò, troviamo i nuovi mix stereo e 5.1 Surround Sound eseguiti da Stephen W. Tayler di "H To He Who Am The Only One", "Pawn Hearts", "Godbluff" e "Still Life", tutte le partecipazioni televisive a programmi quali "Beat Club" (1970, Germania), "Pop Deux" (1972, Francia), "Pop Shop" (1972, Belgio), "Godbluff Live" (1975, Belgio), "The Kohfidisch Open Air Festival" (1978, Austria) e, infine, i filmati promozionali di "Wandering" e "Cat's Eye (Yellow Fever)". A corredo di tutto questo ben di Dio, un intenso libro di circa 70 pagine con il dettaglio dei contenuti dei venti dischi, un'esaustiva storia della band e del suo lavoro vergata da Mark Powell, con interessanti citazioni dei musicisti coinvolti e decine di foto inedite.

In chiosa al libro, Peter Hammill dà la migliore definizione della propria attitudine: "I think our music has stood the test of time because we always made the music we were driven to make, without paying any attention to what anyone else was doing. We certainly didn't write music with an eye on what might or might not be successful, even though this was a recipe for absolute commercial disaster. We were lucky to have maintained such a loyal audience. Everything we have ever done has been true and loyal to some bizarre Van der Graaf ethos. That's the key to our longevity in my opinion". ("Penso che la nostra musica abbia resistito alla prova del tempo perché l'abbiamo sempre composta guidati dalle nostre intenzioni, senza prestare attenzione a cosa stesse facendo chiunque altro. Sicuramente non abbiamo scritto musica pensando che avrebbe potuto riscuotere più o meno successo, anche in presenza della ricetta di un assoluto disastro commerciale. Siamo stati fortunati ad aver mantenuto un pubblico così devoto. Qualsiasi cosa abbiamo fatto è stata autentica e fedele all'etica bizzarra dei Van der Graaf. Questa è stata la chiave della nostra longevità, secondo me"). È effettivamente stata questa la cifra di una formazione che, da oltre cinquant'anni, si è sempre distinta per grande creatività e coerenza, componendo musica che andasse oltre qualsiasi confine temporale e di genere. Basti pensare all'eterogeneità di artisti che, nel tempo, hanno mostrato amore e rispetto per il gruppo. John Lydon (Sex Pistols), Marc Almond (Soft Cell), Mark E. Smith (The Fall) e Bruce Dickinson (Iron Maiden) sono tra questi.

Benché il prezzo non sia certo popolare (poco meno di €130,00 su Amazon), "The Charisma Years 1970-1978" rappresenta senz'altro una delle uscite discografiche più rilevanti dell'anno e l'acquisto è consigliato tanto al fan quanto al neofita: godere dei remaster, dei nuovi mix, dei video e perdersi nell'avvincente lettura del libro sarà un'esperienza che ripagherà chiunque dell'oneroso esborso. Una tirata d'orecchie a Virgin, invece, per gli involucri in cartone fragili e inadeguati in cui sono stati inseriti i cd. Sarebbe stato opportuno valutare opzioni all'altezza dei contenuti.

(27 novembre 2021)

Van Der Graaf Generator su OndaRock

Vai alla scheda artista