Quando Lucio Battisti e Mina per l’unica volta si unirono in duetto in tv – Video

09-02-2026
Sono le 21.45 di domenica 23 aprile 1972, quando sul Programma Nazionale, il “nonno” di Raiuno, va in onda un frammento destinato a diventare mitologia televisiva: l’unico duetto tra Mina e Lucio Battisti. Otto minuti e venti secondi in bianco e nero, sette brani cuciti in un medley serrato: loro due sul palco, cinque musicisti alle spalle. Un episodio nato quasi per necessità produttiva e diventato, con il tempo, uno dei documenti più emblematici della musica italiana del Novecento.

Il contesto: un varietà in difficoltà, due fuoriclasse al vertice

Nel 1972 la televisione italiana offre due soli canali. “Teatro 10”, varietà firmato da Antonello Falqui e condotto da Alberto Lupo, è stato spostato dal sabato alla domenica ed è oggetto di critiche per un impianto considerato tradizionale. L’unico punto fermo è Mina, presenza fissa dello show, reduce dal successo di "Grande grande grande" e ormai artista centrale del panorama nazionale.
In quel momento il legame artistico tra Mina e Battisti è già solido, anche se mai esibito dal vivo in coppia. Tra il 1970 e il 1971 la cantante di Cremona incide quattro brani firmati dal tandem Battisti-Mogol: "Insieme", "Io e te da soli", "Amor mio", "La mente torna". A questi si aggiunge "E penso a te", pubblicata nel 1970 e destinata a diventare uno dei suoi vertici interpretativi.
Non si tratta di semplici cover: Mina rilegge il repertorio battistiano con una vocalità teatrale, espansiva, capace di amplificarne la tensione emotiva. Battisti, al contrario, lavora per sottrazione, costruendo un canto intimo, quasi introverso. La complementarità è evidente, ma resta confinata ai dischi.

La genesi del duetto

L’idea di invitare il cantautore di Poggio Bustone a “Teatro 10” nasce in extremis, dopo la cancellazione di un altro numero. Battisti è in una fase di progressivo distacco dalla televisione; sta per pubblicare "Umanamente uomo: il sogno" e mal sopporta le logiche del varietà. Accetta, ma alle sue condizioni: si presenta con una propria band, evitando l’orchestra Rai.
Il 18 aprile 1972, al Teatro delle Vittorie di Roma, si registra il numero che andrà in onda cinque giorni dopo. La scaletta viene definita rapidamente, con prove ridotte al minimo. L’atmosfera non è distesa: problemi tecnici, diffidenza dell’orchestra interna, tensione organizzativa. Mina, come ricorderanno i musicisti, mantiene invece un controllo assoluto della situazione.
Ad accompagnare i due, saranno cinque musicisti: Ad accompagnarli, Gianni Dall'Aglio (batteria), Massimo Luca (chitarra acustica), Angelo Salvador (basso), Eugenio Guarraia (chitarra elettrica) e Gabriele Lorenzi (tastiere).
"Mentre suonavamo - raccontano all'unisono i primi due - siamo passati dalla preoccupazione perché non avevamo fatto una prova alla soddisfazione, o forse ancor di più, perché capivamo di essere assieme a due geni".

Il medley: otto minuti memorabili

Il medley in onda in tv comprenderà i seguenti sette brani:
  • "Insieme"
  • "Mi ritorni in mente"
  • "Il tempo di morire"
  • "E penso a te"
  • "Io e te da soli"
  • "Eppur mi son scordato di te"
  • "Emozioni"

La sequenza di 8 minuti alterna dunque successi già consolidati a brani che, fino a quel momento, avevano avuto vite discografiche separate. È significativo che "Insieme" e "Io e te da soli" – fino ad allora associate soprattutto alla voce di Mina – vengano condivise da Battisti proprio in quell’occasione.
Musicalmente il medley funziona appieno: la voce di Mina è esplosiva, vibrante, capace di riempire lo spazio televisivo; Battisti resta quasi defilato, con un fraseggio più asciutto ed elegante.
Ecco qui sotto le immagini dello storico duetto tv.



Curiosamente, le ultime due canzoni del medley, "Insieme" e "Io e te da soli", non erano mai state cantate pubblicamente da Battisti e, fino a quel momento, esistevano soltanto nelle interpretazioni discografiche di Mina. Un ulteriore elemento di eccezionalità riguarda la preparazione del numero: il chitarrista Massimo Luca ha raccontato che la scaletta fu definita la sera precedente alla registrazione e che il medley non venne mai provato integralmente. Nonostante ciò, l’esecuzione risultò sorprendentemente compatta e naturale, suggellando così l’unica occasione in cui Mina e Battisti condivisero il palco.
All'evento sarà anche dedicato un libro: "Il duetto Mina Battisti 1972 Teatro 10", di Enrico Casarini,
Negli anni immediatamente successivi entrambi si sarebbero allontanati dalle luci della ribalta: Battisti non sarebbe più tornato a esibirsi in Rai, mentre Mina, di lì a poco, avrebbe iniziato un percorso che l'avrebbe poi portata al clamoroso ritiro dalle scene nel 1978. Quell’incontro televisivo resterà però come testimonianza definitiva di un’intesa artistica destinata a lasciare un segno profondo e duraturo nella storia della musica italiana.

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