Love Is Colder Than Death

Love Is Colder Than Death

L'oscura estasi

di Claudio Fabretti

Elettronica rarefatta e ambientazioni arcaiche, armonie classicheggianti e solennità gotica segnano l'opera dei Love Is Colder Than Death, alfieri dell'ala più eterea della dark-wave

Love Is Colder Than Death è il progetto di un trio composto dai polistrumentisti tedeschi Maik Hartung e Sven Mertens e dalla cantante Susann Heinrich. La loro musica combina un'elettronica rarefatta con ambientazioni eteree alla Dead Can Dance, su cui soffia un vento gelido di chiara provenienza dark-rock.

Dopo aver debuttato con l'Ep Wild World (1991), la band è salita alla ribalta con l'album Teignmouth (1991). Un disco dalle atmosfere prevalentemente estatiche, vicine a certa new age e alle partiture più celestiali dei Dead Can Dance, ma che riserva anche una serie di variazioni musicali sorprendenti, passando da ballate medievali a ritmi ossessivi, da canti gregoriani a pulsazioni dance, da cattedrali di suoni, dominate da un organo in stile Bach, ad ambientazioni "cosmiche".
Nascono così brani affascinanti, come "Tired To Death", "Very Ill" e "Structure", perfetta sintesi tra soavità classicheggiante ed enfasi elettronica; mentre l'organo da chiesa di "Questo Mostrarsi" accentua i toni mistici. I battiti quasi "industrial" di tracce come "Sex And Horror" e "Wild World", infine, riecheggiano le danze macabre di Sisters of Mercy e Killing Joke. La voce celestiale di Susann Heinrich contribuisce a conferire solennità all'opera.

Il successivo Mental Traveller (1992) non riesce a ripetere l'exploit, ma tenta di aggiornare la musica dei Love Is Colder Than Death in chiave etnica, rifacendosi soprattutto al folk celtico ("Fiorina", "Eclogue The Third"). La parabola discendente prosegue con Oxeia (1994), pallida imitazione del dream-pop dei Cocteau Twins, mentre il successivo Ep Spellbound sembra quasi essere il canto del cigno della band.

Cinque anni dopo, però, Maik Hartung e Sven Mertens si riuniscono e ingaggiano la nuova cantante Manuela per dar vita ad Atopos (1999). Un album che accentua i toni gotici delle loro sonorità, prendendo l'abbrivio in modo ancor più marcato dalle atmosfere ancestrali dei Dead Can Dance di "Spiritchaser" e ricorrendo a una strumentazione in larga parte acustica, con strumenti esotici, soprattutto mediorientali. "Ritengo che gli strumenti acustici siano più dinamici e diano più vitalità alla musica - spiega Maik Hartung -. Susann, invece, rappresentava l'ala più elettronica del gruppo e ha preferito lasciare la band". L'elettronica mistica degli esordi, così, lascia spazio a una forma sofisticata di dark-rock di matrice etnica e arcaica, non troppo distante da quella teutonica degli Aurora.

Love Is Colder Than Death

L'oscura estasi

di Claudio Fabretti

Elettronica rarefatta e ambientazioni arcaiche, armonie classicheggianti e solennità gotica segnano l'opera dei Love Is Colder Than Death, alfieri dell'ala più eterea della dark-wave
Love Is Colder Than Death
Discografia
 Wild World (Ep, 1991)

 

Teignmouth (Metropolis, 1991)

7,5

 Mental Traveller (Metropolis, 1992)

 

 Oxeia (Metropolis, 1994)

 

 Atopos (1999)

6

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