15/11/2005

Mono

Tagomago, Marina di Massa


di Alessandro Biancalana
Mono

Un concerto immaginifico.
Entro in questa stanza dalle fattezze soffici, mi lascio trasportare dall’atmosfera onirica dell’ambiente, mi preparo all’apocalisse che m’aspetta.
Inizia World's End Girlfriend ed è un continuo sciabordare d'una chitarra sferzante, un tintinnio elettronico, pizzicante battere d'una percussione finta e imbastardita. Delay, decomposizioni, noise, picchi di volume, flussi sonori decomposti, tagliati, mozzati. Lo conoscevo da tempo ed è stato come vedere tutta la mia vita in questi 15 minuti... La sua esibizione è un continuum, senza pause. Un pezzo dopo l’altro si succedono senza interruzioni, non c’è un attimo di tregua. Nonostante il suo approccio distaccato, i suoni rilasciati dalla sua proposta sono avvolgenti, pieni, emozionanti.

Saliti sul palco i Mono, mi lascio trascinare dalla bellezza della bassista (deliziosamente vestita), i tratti dolci e raffinati del chitarrista (sembrava una donna da quanto era aggraziato), la simpatica espressione del batterista, la professionalità che infondeva l'altro ragazzo alle corde.
Continuo intrecciarsi d'un mare di note aleatorie, attimi di pace pachidermica accostati a collidere d'un gruppo di massi contro le pareti del suono. Un marasma percussionistico accompagna un'orgia di volume in cui ci si perde con piacevole facilità. Un violino campionato s'inserisce nell'aria e lascia all'apparente silenzio uno schizzo di classicità. Composizioni per una guerra spaziale, timbri adatti all'apocalisse, contrappunti glaciali che spezzano in due i nostri attimi di tranquillità. Pulsante rintocco per un orologio puntuale e preciso, ambientazioni oniriche, momenti di puro pathos.

Mi ritrovo a chiudere gli occhi mentre scorrono via i minuti, non mi accorgo minimamente di ciò che mi avvolge e non faccio che farmi attraversare dalle emozioni, senza contrastare il procedere del concerto. La proposta musicale, per passare a livelli più concreti, si sbriga con stupefacente compiutezza tra ricami post-rock strumentali, accenni alla scena shoegaze e manipolazioni elettroniche.
Comprate i loro dischi, amate i loro visi, andate ai loro concerti. Sono sicuro che cattureranno anche voi.

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