16/02/2008

Selezioni Iw Campania - 1 Serata

Rifrullo, Eboli (SA)


di Ciro Frattini
Selezioni IW Campania - 1 serata

PREMESSA

L'Arezzo Wave ha rappresentato e rappresenta tutt'oggi una grande opportunità per le band emergenti di tutta Italia. Nell'ambito del rinnovamento delle strutture di selezione locale, l'organizzazione campana coinvolge da quest'anno alcuni elementi di Ondarock. Abbiamo promosso la raccolta di demo e ci siamo ritrovati a scegliere fra 96 band; molte delle quali valide o comunque interessanti, senz'altro degne di guadagnarsi un proprio spazio nel campo della musica. Abbiamo ridotto, non senza fatica, a 24 il numero dei selezionati per i live, al termine dei quali usciranno 6 finalisti ed 1 vincitore regionale, che rappresenterà la Campania sul palco nazionale di Firenze. Questo è il resoconto della sorprendente serata d'apertura svoltasi il 16 febbraio ad Eboli.


RIFRULLO ON THE ROCKS!

Quando, ormai domenica mattina, sono rientrato dalla prima serata di selezioni campane di Italia Wave, mi balenava in testa una certezza: che non si poteva iniziare meglio di così. Sono stato contattato per l'organizzazione di questo concorso praticamente ad inizio gennaio. Da allora, con i miei colleghi (Barbara Vegliante, Salvador Nero, Francesco Nunziata), è stata una corsa contro il tempo per tirar fuori il meglio possibile dalla nostra terra. Così, quando sabato mi avviavo verso Eboli, c'era una certa attesa nell'aria: andavamo vedere cosa i "nostri" gruppi, di cui tanto s'era discusso, erano capaci di dimostrare, a noi e a tutti coloro avessero deciso di condividere questa serata.

Alle 22, quando mettiamo piede nel Rifrullo, i Noise Room sono già pronti ad esibirsi. L'aria è fremente e carica, anche e soprattutto per loro, le band, ormai giunte al varco più importante, dove ci si gioca il grosso di questa opportunità. Il quintetto di Battipaglia ha presentato un post-rock sonoramente coeso e sfaccettato, che ha ipnotizzato la sala. Impegnatissimi nell'evitare sbavature, hanno lasciato alle loro trame l'opera di coinvolgimento, curando i particolari. L'esibizione ha mostrato un'attenzione particolare per le dilatazioni e per i giochi di ralenty/ripartenza. La loro maturità li pone, già oggi, alla pari con i colleghi d'oltreoceano; anzi, restando nel solco tracciato, e sviluppando ulteriormente il gusto per arrangiamenti alternativi, avranno anche qualche carta in più da giocarsi.
Si esce, il tempo di una sigaretta al freddo gelido di una serata di inverno in ritardo, ed è già pronto il bis. Salgono sul palco i The Mantra Above the Spotless Melt Moon, ancora post-rock, è vero, ma da un punto di vista differente. I napoletani pagano qualcosa in termini di pulizia, ma si giocano la partita alla meglio puntando su un muro sonoro di tutto rispetto. Presenza scenica importante, forse a tratti eccessiva, laddove il bassista va a coprire gli spazi del cantante, invero un po' zoppicante (non so se proprio per questo), specie nei minuti iniziali. Performance di qualità, senza dubbio alcuno, nonostante si avverta il bisogno di meglio canalizzare l'energia della band, che ha potenzialità che vanno anche oltre l'attuale: d'altronde la loro "Pieces of Sky", con riff killer e gran crescendo finale, è una vera bomba.

Dopo due momenti così sembriamo quasi destinati ad un calo fisiologico. Vittima sacrificale dovrebbero essere gli Yesdaddyyes e il loro indie-rock/post-punk. E invece. La dimensione live è una manna per i quattro che sfoderano una prestazione violenta, caracollante e tarantolata (come il proprio cantante). Quando riescono a far convivere la sgraziata aggressività e la coesione di gruppo, son capaci di portare alla mente dei Violent Femmes elettrici più che qualche gruppetto indie. Divertenti e artistici al tempo stesso, nella seconda parte pagano purtroppo dazio alla voglia di strafare, con la chimica che non sempre trova la giusta alchimia.
Siamo oltre la metà della serata, il pubblico è un po' fiaccato ma soddisfatto; come un po' tutti del resto. Già, tira proprio aria di soddisfazione. Eppure è tempo di Melke, Vincenzo Lanza e il suo laptop. Melke inizia a tirare le fila dei suoi tappeti sonori quando ci sono solo poche persone; man mano che la sapiente mescola di Morr e Warp (e un pizzico di sperimentazione) viene a trovare forma compiuta aumentano anche le presenze. Emotivamente è l'esibizione più coinvolgente della serata, frutto di un gusto melodico sapiente, formato e profondo. Anche qui, come per i Noise Room, si può volgarmente parlare di un prodotto già pronto, con tanto di margini di miglioramento sugli aspetti più di ricerca.

Resta l'ultima pietenza, la proposta più fuori dagli schemi del salernitano, i Bogus, duo per batteria e tastiere/laptop. Perizia strumentale al servizio delle sensazioni, spettro sonoro che attraversa tutti i campi dell'elettronica, dai momenti più notturni ai più ballabili. Sorpresa della serata, insomma, grazie ad una resa dal vivo che va ben oltre quella su disco; e a margini di migliormento indefiniti, data la mutevolezza della loro musica, e, paradossalmente, anche dato il pizzico di senso di "band incompiuta" che affiorava negli attimi in cui riuscivi a pensare a qualcosa di tecnico, senza lasciarti trascinare delle atmosfere (cosa che è riuscita sì e no globalmente un minuto, ed è un gran merito).
Dopo tre ore di musica, si spengono i riflettori. Come giurato traggo elementi positivi e inquietanti (se va sempre così chi cazzo mandiamo in finale?); come amante della musica e del posto in cui vivo sono sinceramente esaltato.

I ringraziamenti, quindi. Alle band, che dimostrano che abbiamo tanta musica di qualità dietro l'angolo, più di quanta immaginavamo, e ci spingono a fare il possibile per farla venire a galla. Al Rifrullo, per l'ospitalità splendida e per il ruolo sociale di cui s'è fatto carico, quello di dare spazio, nonostante una struttura un po' angusta, a fenomeni meritevoli di visione e condivisione (il tutto a costo zero). A Luigi Nobile e all'Associazione "Rocco Scotellaro - Ribellarsi Si Può" che hanno curato alla perfezione gli aspetti tecnici della serata; e mostrato al tempo stesso passione e partecipazione. Al pubblico, che è accorso numeroso e ha sostenuto al meglio le band, e che spero sia uscito soddisfatto e ripagato.
Non mi resta che darvi appuntamento a venerdì 22 febbraio per prima serata napoletana, al SudTerranea Club, locale del centro storico (Vico Quercia 3, nei pressi di Piazza Dante), dalle ore 22:00. Musica per tutti i gusti, dal potente e coeso post-metal degli Armida all'elettronica da ascolto con suggestioni avant dei Natege; passando per il personalissimo electro-soul degli She's a Man al rock di ricerca delle Viti di Titanio. Il mio consiglio, credetemi spassionato, è di passare a dare un ascolto.

(19/02/2008)

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