“Sonho Bossa” è frutto di una felice iniziativa che fa capo al cantante e musicista Emmanuele Cucchi, con la partecipazione di altri noti artisti, quali Josè Mascolo (ex direttore dell’orchestra di San Paulo e Rio de Janeiro, della Nbc Orchestra di Londra; arrangiatore per Shirley Bassey e Petula Clarck, pianista con Toquinho e Fred Buongusto), i fratelli Lo Greco (meglio noti come Soulstance e produttori di diversi musicisti internazionali, tra cui Gerardo Frisina) e Dilene Ferraz (già voce dei Brazilian Love Affair). Nu Braz è il nome prescelto dal gruppo, come a indicare le nuove rotte del Brasile in musica, ma anche il connubio con sonorità più tipicamente nostrane, specie legate alle colonne sonore degli anni 60 (Braz è il quartiere di San Paolo tradizionalmente abitato dagli immigrati italiani).
E’ un piacere comunque che, per merito di questo ricco ensemble (che dal vivo arriva fino a sei elementi), la bossa nova torni a regalare nuove emozioni agli appassionati che, dopo più di mezzo secolo, sognano ancora Jobim, Gilberto, De Moraes, Lyra e tanti altri splendidi autori.
La suggestiva atmosfera del miglior sound brasiliano è rievocata in quasi tutte le dodici tracce del disco, anche se meritano un particolare apprezzamento la bella “Sonho Bossa”, con la sua struggente saudade , e i gradevoli samba di “Aeromoça”, “Borboleta Da Cidade” e “Roda”.
Costituisce tra l’altro un imprevisto regalo, per la gioia dei nostalgici degli anni Sessanta e delle storiche commedie musicali di Garinei e Giovannini, un brano come “Donna”, del mitico maestro Gorni Kramer, nelle due originali versioni a ritmo di bossa nova, in lingua italiana e brasiliana.
Ottima l’esecuzione musicale degli impegnativi arrangiamenti, anche se, a un attento ascolto, si ha l’impressione che i contrappunti di archi abbiano a volte una timbrica un po’ fredda e la chitarra suoni accordi armonicamente poco “brasiliani”; le percussioni, invece, appaiono spesso decisamente “effettate”.
Tra le tracce, anche due brani portati al successo negli anni Sessanta dalla madre di Emmanuele Cucchi, la cantante Anna D’Amico.
C’è da augurarsi che l’iniziativa del progetto-Nu Braz possa rappresentare un contributo stimolante, in omaggio all’affascinante cultura di musica e poesia che il popolo brasiliano esprime da sempre con grande sensibilità.
05/07/2006