FABRIC - Until We Are Free

2026 (Four flies)
afrobeat, funk

C’è una linea invisibile che lega da sempre afrobeat e funk, Africa e America. Del resto, la stessa parola funk ha radici centroafricane, stando alle ricerche dell’etnomusicologo Portia Maultsby. Della fusione tra i due generi, poi, l’universo ne è strapieno da decenni. Ciononostante, ancora oggi, album come “Until We Are Free” riescono a portare a compimento l’alchimia senza per questo scadere nel già sentito di turno, nella reiterazione ad effetto e vattelapesca.

Pubblicato dalla Four Flies, etichetta attentissima sia nel recupero di gemme del passato italiano, sia nel proporre nuove entità sulla scena underground nostrana, “Until We Are Free” segna il debutto discografico dei fabric, un collettivo nato dall’incontro di musicisti di differente estrazione artistica, ma con una missione ben precisa e condivisa: riunire, appunto, funk e afrobeat con brio e un entusiasmo spesso contagioso, che traspare senza sosta tra una battuta e l’altra, un richiamo a Fela Kuti e un altro a Beyoncé.
Già, perché al di là degli intenti a monte, e pur avendo una natura profondamente allineata ai generi esposti poc’anzi, in “Until We Are Free” emergono anche passaggi neo-soul molti ispirati, come in “Go Let Your Freedom Grow“. Mentre in “Fight” pare di volare tra Kingston e Kinsasha, così come in “No More” potremmo tornare indietro alle black panther, quindi ad Oakland, California.

«La libertà che cerchiamo non vive solo nelle parole o nelle idee ma anche e soprattutto nei corpi, nel movimento e nella festa come atto politico, rivoltoso e di felicità», affermano i fabric per esternare l’anima di un disco anticipato dai singoli “Taste This Sound”, “Fight!” e Feel It”, subito trasmessi da radio di spessore quali Fip e Kexp.
Mixato da Tom Campbell (Sault, Little Simz, Adele, Michael Kiwanuka, Jungle), “Until We Are Free” si sposta sinuoso tra una linea melodica trionfale (“Once Again”) e un’altra più favolistica (“Feel It”), nell’intento di condurre l’ascoltatore in una potenziale colonna sonora del remake di una pellicola blaxploitation dei ’70. Un album, dunque, da ascoltare mentre si fa festa ma anche al chiaro di luna (“Falling Down”), e che ci consegna l’avvento di una band dall’enorme potenziale futuro.   

30/07/2026

Tracklist

  1. 1. Taste This Sound
  2. 2. Make Me Dance
  3. 3. Go Let Your Freedom Grow
  4. 4. Fight!
  5. 5. Tic Toc
  6. 6. No More
  7. 7. Once Again
  8. 8. Feel It
  9. 9. Aria
  10. 10. Falling Down

FABRIC sul web