Gowns

Red State

2007 (Coardboard Records) | post-rock, folk

Quella sommessa declamazione, in “Fargo”, a mo' d’iniziale dichiarazione d’intenti, e che scivola su di su un traslucido tappeto elettronico appena accennato, promette nuove magie Costellation. Poi corri a prendere il disco e t’accorgi che trattasi di qualcos’altro. Si chiamano Gowns, ossia Ezra Buchla, già Mae Shi, Erika Anderson, ex chitarrista di Amps For Christ e Corey Fogel, “turnista” di tutto rispetto, dietro le pelli per diversi personaggi, tra cui gli stessi Mae Shi, Wadada Leo Smith, William Winant, John Oswald, Carla Bozulich, The Curtains, Mountain Goats.

Con l’obiettivo di sintetizzare, o quanto meno far coesistere i rispettivi background, che spaziano dal punk anarchico (e sta a vedere che ne è davvero esistito uno…), al Grunge (lo dice Ezra Buchla, giuro), all’elettronica digitale, i Gowns confezionano questo piccolo gioiello di post/rock folk isolazionista, quanto di più alieno potessero concepire considerate le band di provenienza. E certamente si può iscrivere all’albo delle musiche passionali, quelle “fatte” artigianalmente, anteponendo il cuore al ragionamento. Lo palesa in seconda battuta “Rope”, abulico slow-folk alla morfina con tanto di raddoppio vocale a indurre catalessi senza ritorno. Poi quell’elettronichetta che fa tanto amatoriale, s’insinua disturbante qua e la senza avvertire, quando l’assoluta purezza folk parrebbe  rifuggire qualsivoglia ipotesi digitale. E non riportiamo esempi, perché “Red State” è giocato interamente su questa straniante dicotomia.

Ciò lascia intendere che c’è passione, indubbiamente,  ma anche testa, pop in acido, come suoni non proprio commestibili in qualche caso. A dire che alla bisogna, i nostri dimosrano finanche un discreto eclettismo, altrimenti non sapremmo spiegare i quasi otto minuti di “Mercy Springs”, oscura suite per echi stonati, ovvero clangori post’industriali in odor di Zoviet France/P16.D4 (non scherzo); come pure la notevole “Advice” subito dopo. Si chiude lacrimando con la bellissima “Cherylee”, rapsodia implosa strutturata su di un minimale refrain pianistico.

(05/04/2007)

  • Tracklist
  1. Fargo
  2. Rope
  3. Fake July
  4. White Like Heaven
  5. When It Burned
  6. Subside
  7. Clawless
  8. Mercy Springs
  9. Advice
  10. Cherylee
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