Murcof

Cosmos

2007 (Leaf) | elettronica minimale

L’evoluzione musicale del messicano Murcof sta raggiungendo livelli davvero strabilianti. Già con "Remembranza", suo precedente lavoro, era approdato a una sintesi inimmaginabile tra l’elettronica minimale e la musica classica, deframmentando archi e ottoni in una serie di brani fantastici, dove i campionamenti incontravano tappeti di glitch a loro volta scomposti e fatti a pezzi. Con "Cosmos", lavoro che supera di poco la mezz’ora, Murcof realizza una vera e propria colonna sonora dello spazio infinito. Proprio il cosmo, dove non c’è aria e non è possibile udire alcun suono, è idealmente raffigurato in questo album. Si incontra una percezione uditiva dello spazio che, personalmente, mi ha spiazzato. È come se infatti Murcof fosse riuscito a tradurre in linguaggio musicale ciò che ognuno di noi ha sempre immaginato del cosmo misterioso, con i suoi pianeti, le stelle, i meteoriti, il vuoto.

Pochi album come "Cosmos" riescono a riflettersi in una così forte componente immaginifica, dove chiudendo gli occhi e ascoltando semplicemente il disco, si viene idealmente portati negli abissi, fluttuando tra gli astri. Il filo rosso che lega questo album con il suo predecessore "Remembranza" è nella mano di un artista che non rinuncia a evolvere la sua passione per i minimalismi glitch ("Cielo"). Artista. È l’unica definizione che viene in mente parlando di Murcof, musicista che in ogni suo prodotto supera barricate e conformismi tecnici per arrivare a una fusione tra "pensiero" e "opera" che ha dell’incredibile. Quasi come se la voglia di allargare sempre più gli orizzonti, fisici, musicali, immaginifici di sé e dei suoi ascoltatori fosse una necessità impellente. Nulla è più ampio del cosmo. Nulla è più grande, più vuoto. Eppure, il silenzio può essere riempito. E' questo il tema che fa da base al climax di "Cuerpo Celeste". Un climax sommesso, cupo, ma che riecheggia vibrante nei suoi quasi dieci minuti di crescita, fino a far tremare le casse con la sola forza del silenzio.

L’elettronica del silenzio prende il sopravvento in "Cuerpo Celeste", arrampicandosi su liane di rumori tremanti che non esplodono mai, ma avvolgono come un serpente intorno alla sua preda. Un brano fenomenale, la dimostrazione di come la "violenza" sonora possa raggiungersi non necessariamente con chitarroni distorti o battiti selvaggi. La coda finale? Ovviamente "Cometa". Una romantica e commovente apoteosi del glitch.

Dato che ogni suo disco ha per iniziale una lettera del suo nome, se conosciamo il nostro artista, la prossima uscita avrà un titolo che inizia per "O". Proviamo a indovinare a quale orizzonte fisico-musicale approderà Murcof? L’oceano? Non ci sarebbe in nessun caso da stupirsi. Un autentico genio dell’elettronica. Molti artisti hanno bisogno di un supporto visivo da associare alle proprie note. Con Murcof non ce n’è bisogno. Basta chiudere gli occhi, e vedrete il cosmo…

(15/02/2007)

  • Tracklist
  1. Cosmos
  2. Cielo
  3. Cuerpo Celeste
  4. Cometa
Murcof Et Philippe Petit su OndaRock
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