Uochi Toki & The Eterea PostBong Band

La chiave del venti

2007 (Wallace) | alt-rock

Mirko Spino della Wallace ha l'occhio lungo, e si è accorto che mettere insieme i Uochi Toki, cantori delle mediocrità urbane, e gli Eterea, menestrelli alla corte di Re Patton, avrebbe potuto dare risultati piuttosto singolari. Alla base del lavoro, l'idea che entrare in discoteca scassinando una porta sul retro possa essere un giusto diversivo per un sabato sera dei tanti. E il kebab a mattina calante, beh, il tocco di classe.

"Rotta per causa di Egon", dei Uochi, è una prosa di proto-rap traballante, declama aforismi linguistico-semantici di inizio millennio su trucioli di ritmiche noisy, come se Merzbow suonasse un disco hip-hop durante un corteo sovversivo. Che i Uochi Toki vogliano graffiare le piccole ipocrisie mondane, più che danzare tra le armonie tuttologhe degli Eterea, è limpido, come è limpido che Napo non scriva poesie in Dolce Stil Novo: i Uochi Toki non celebrano, ma sbeffeggiano, colgono situazioni paradossali (im)percettebili e le coprono di elucubrazioni, ballano sbronzi tra yuppy wannabe pessimisti e annoiati di riflesso. La loro musica sbraita: campionamenti simil-tetris e abrasioni su basi solite, spruzzi di tastiere che vengono, stanno, fuggono. Napo mitraglia parole, Rico implode musiche. "Non vado ai matrimoni perché non ho nemmeno un pantalone buono/ Non possiedo camicie/ solo magliette e felpe/": insomma, il vangelo delle mamme del "quando arrivi fai uno squillo, e comportati bene mi raccomando".
"In Da club" materializza l'inquietudine di chi in discoteca non riesce proprio a sguazzarci con tranquillità. Le ritmiche sono totalmente oblique, il synth ovattato e filtratissimo. E' il club grosso dove si trova la gente giusta che conta, la gente che si devasta con classe.

Gli Eterea, non avendo il dono della parola, mancando quindi di intelligenza, dal sacro ci riportano al profano. La loro musica dice che tutto è suonabile, e tutto quello che Napo inquisisce, gli Eterea sdoganano. Perché? Perché gli Eterea in un nanosecondo ti fanno ballare la scrivania da dove tu scrivi sul tuo notebook a propulsione nucleare, e un sorriso demente ti apre al mondo, non c'è tempo per le ansie sociali: frullano una quantità impensabile di stili, maneggiano filastrocche circensi tra i Primus e i MrBungle, schitarreggiano col surf'n'roll, pompando un monocorde "grancassa-rullante" di tastiera Yamaha vintage, velocizzato da percussioni esagitate.
Se appoggi bene il timpano alla cuffia, forse riesci a immaginare che i quattro Eterea hanno anche fatto grandi abbuffate di Danny Elfman (tralasciando un dichiarato omaggio a Badalamenti). No, aspetta, il timpano devi appoggiarlo di più, sennò è ovvio che non cogli. Ecco, così. "Scledance" è un ballo tribale di matrice Hilight Tribe, la cerimonia del groove, si batta il piede perché iniziano i botti. "Brus Bros" il loro capolavoro, "Babek" il loro graffio oriented (ma per questo, si dica che fecero meglio nei loro esordi).

"La chiave del 20" dei Uochi Toki potrebbe finire in libreria come trattato di estetica, o potrebbe venir suonato durante una cerimonia noise. "La chiave del 20" degli Eterea è pop strumentale camuffato da weird-music, ma chi ci casca è meglio che se ne torni in discoteca. E niente Kebab.

(06/09/2007)

  • Tracklist
  1. Trailer
  2. Scle-dance
  3. In Medias-Res
  4. Rotta per causa di Egon
  5. La chiave del 20
  6. Brus Bros
  7. In da Club
  8. Salsa bianca
  9. Babek (Ketama beat)
  10. Dal club alla strada
  11. Scle-trance (Bada ai lamenti)
  12. La colazione coi campioni
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