Serpentina

Planeando en tu azotea

2008 (Elefant) | alt-pop

Ritorna, dopo quattro anni di silenzio, Serpentina, duo indie-pop di Valencia dei fratelli Paco e María Tamarit. I due riprendono le fila del discorso (amoroso) esattamente ove interrotto, senza curarsi del tempo trascorso.
Dopo l’esordio di culto, furtivo e grazioso, che fu “Blancamañana” (Annika, 2004), ecco un’altra risma di melodie avvenenti, d’aspetto intimo e introverso, come i due sanno ben propiziare.

Primizie arrangiate ad arte, un’arte minimale e accurata, dai toni gentili, ispirata dal modello classico soft-pop di fine 60 (Margo Guryan, Curt Boettcher), tanto quanto dall’intimità e dalla purezza formale d’epoca twee-pop. Per cui, brani succinti o solo accennati avvicendano canzoni più compiute, a suscitare vulnerabilità e senso d’abbandono, sguardi non indulgenti, che sfiorano soltanto, senza impertinenza.
Gli arrangiamenti del nuovo disco, “Planeando en tu azotea”, risultano persino più curati e rigogliosi rispetto a “Blancamañana”, dal quale recupera i suggestivi cori misti, vestendo quanto mai graziose e amabili le armonie.

Se a tratti s’insinua il sospetto che il duo assecondi un pò mimesi e mero gusto del decoro privilegiando le invenzioni formali sul contenuto, la scrittura si mostra avvenente quanto basta da appaiarsi o confondersi col fortunato esordio.
Avviene dunque un piccolo sortilegio, un sottile gioco d’apparenze ed equilibri irradia dal disco, il quale risulta anche il più maturo, vivace e scenografico dei valenciani e infonde un senso di piacere, come un soffio onirico nell’ascoltatore.

D’altro canto, il duo esibisce carte sfavillanti: “Descalzos en el parque”, ad esempio, è sintesi sublime di quest’arte minuziosa e sibillina, zig-zagante come ispira il nome dei valenciani; “Cambio de vida”, col suo infuso di solitudine, o l’incantesimo pop-bossa “Dos o tres meses”, che avrà certo stupito, per affinità elettive, il connazionale patron di Siesta Records, Mateo Guscafre.
Più avanti, su “No sé por qué”, gentili corde acustiche paiono lenire malinconie, o il breviario del pop sempiterno che è “Ven, siéntate”.

Questo bis rilancia senza dubbio i Serpentina tra i più talentuosi indiepopper iberici in attività.

(06/06/2008)

  • Tracklist
  1. Festival   
  2. Descalzos en el parque   
  3. Dos o tres meses   
  4. El universo   
  5. Cambio de vida   
  6. Qué desilusión   
  7. Querido miedo   
  8. No sé por qué   
  9. Tan fácil   
  10. Yo qué hago aquí   
  11. Mañana   
  12. Ven, siéntate

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